Come Gesù è morto e risorto,
così anche Dio, per mezzo di Gesù,
radunerà con lui coloro che sono morti.
E come in Adamo tutti muoiono,
così in Cristo tutti riceveranno la vita. (Cf. 1Ts 4,14; 1Cor 15,22)
uomini si è concluso
Commemorare i nostri fedeli defunti inevitabilmente ci porta a riflettere sulla fine e sul giudizio e vorrei farlo offrendovi l’immagine del Giudizio Universale di Michelangelo con una descrizione originale di Aldo Cazzullo nel suo libro sul rinascimento, a pagina 189 usa un’espressione che mi ha colpito e vi invito a leggere: “Il tempo degli uomini si è concluso” e prosegue nella descrizione dove anche la Vergine Maria accanto al Cristo abbassa lo sguardo perché ormai non può più intercedere, il tempo è compiuto.
Senza essere tristi, in questo giorno anche se la mestizia può avvolgere la nostra anima, deve essere invece occasione per pensare a come stiamo vivendo perché nel giorno finale possiamo contemplare il volto di Cristo che qui abbiamo celebrato nel mistero.
La misericordia di Dio è infinita ma ognuno di noi deve verificare il suo cammino fatto di gesti e a prole, di azioni e di scelte e confrontarsi con Dio.
Nel giudizio universale tutti sono spogliati dai loro abiti dai loro ruoli tutti uguali davanti al Signore. Ovviamente mille altre spiegazioni di critici d’arte o teologi e religiosi potrebbero esserci e ci sono e se anche il nostro autore non lo è ci offre comunque uno spunto per leggere questo stupendo affresco di Michelangelo e darci una prospettiva per leggere il mondo di oggi, un mondo che sembra rifiutare regole e giudizio, muovendosi senza rispetto senza morale e solo riverso su se stesso.
Commemorare i nostri defunti ci deve riportare non solo al rispetto della memoria ma all’occasione per riflettere sul cammino del tempo che ancora ci è concesso.
In questo giorno prendete quell’affresco e fermatevi a guardarlo con gli occhi della fede lasciandovi abbagliare dalla bellezza artistica e dal messaggio che trasmette. Ognuno potrà avere differenti impressioni, ed è questo che l’arte deve suscitare, ma una volta compreso quale emozione vi lascia fermatevi a riflettere sulla vita e su come la stiamo vivendo.
Commemorare è sapersi fermare pensando e ripensando a chi non è più tra noi, stupirsi è fermarsi davanti a qualcosa o qualcuno, contemplare è alzare lo sguardo verso Dio e l’anima verso le stelle. In questo giorno di memoria, ricordo, contemplazione fermiamoci e come ci ha ricordato Dante, nell’ultimo canto dell’Inferno, “e quindi uscimmo a riveder le stelle”, offrendoci uno sguardo di speranza nonostante la vita e le sue difficoltà, orientando l’anima a Cristo dove in Lui tutto si compie: «Io sono la risurrezione e la vita», dice il Signore. «Chi crede in me, anche se muore, vivrà̀; chiunque vive e crede in me, non morirà̀ in eterno». (Gv 11,25-26)
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