Il cibo vero
Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. (Luca 15,20)
Vi riporto uno stralcio di un articolo di Daniele D’Elia, apparso sul quotidiano L’Osservatore Romano e ti rimando alla lettura integrale, non aggiungo altro solo l’invito a fermarci e riflettere:
“… Alla Sapienza di Roma un vecchio vestito di bianco doveva parlare ai ragazzi. Sessantasette professori firmarono perché tacesse, e lui tacque. Non fu una lite tra accademici. Fu il giorno in cui decidemmo che a voi certe domande non andavano più fatte. Che cosa è vero. Per che cosa vale la pena vivere. Le abbiamo tolte dal piatto come si toglie il pane a un bambino, e al posto del pane vi abbiamo dato scarpe, telefoni, vetrine accese giorno e notte. Vi abbiamo ingozzati di cose e lasciati a digiuno di senso. E adesso ci stupiamo che la fame morda.
Diciotto anni dopo, nella stessa aula, un altro Papa ha rimesso il pane in tavola. Ha detto che molti ragazzi stanno male, e che non siamo la somma di ciò che possediamo. E che quel male fa una domanda sola: chi sei? Una domanda a cui ciascuno risponde per sé, ma a cui nessuno risponde da solo. Perché noi siamo i nostri legami, le mani che ci hanno tenuto, le voci che ci hanno chiamato per nome. Ecco il cibo che vi è mancato. Non le scarpe: ma qualcuno …
Un abbraccio. Era questo che mancava, in via Torino. Un abbraccio. Il gesto più stupido e più scandaloso del mondo, quello che ci vergogniamo di fare davanti a tutti, e che andava fatto proprio lì, davanti a tutti, in mezzo ai vetri. Allora te lo chiedo io, che non ho saputo farlo. Stasera, quando tuo padre ti guarderà con quella domanda ancora negli occhi, fallo tu. Avvicinati. Abbraccialo per primo, anche se ti brucia ancora quel calcio, anche se ti senti ridicolo. E rispondigli: ti stavo aspettando. Non perdonarci troppo in fretta. Non ce lo meritiamo. Ma abbraccialo lo stesso. Ti abbraccio, anche se avevi il cappuccio nero”. (cfr. L’Osservatore Romano)
Cosa stiamo dando ai nostri figli? … Talvolta un abbraccio, un po’ di amore che non è concedere tutto ma esserci è la perla preziosa, non facciamola mancare ai nostri ragazzi, ognuno di noi genitori, educatori, istituzioni non facciamo mancare il “cibo vero”.
@unavoce – Foto: fonte







