Le celebrazioni

del 24,25,26 dicembre

 

Con la IV Domenica di Avvento dove il Vangelo ci farà entrare sempre più nel mistero del Santo Natale del Signore attraverso il racconto dell’annunciazione ci apre alla celebrazione della S. Messa della Notte dove l’Evangelista Luca ci farà ascoltare il racconto della nascita e a seguire il giorno di Natale la visita dei pastori e quello dopo ancora con nella festa di Santo Stefano prima martire della Chiesa sarà l’Evangelista Matteo a parlarci dell’impegno della testimonianza. 

Ora come occasione di riflessione per affrancare la nostra fede, in questo susseguirsi di celebrazioni vi rimando a un passaggio dell’Omelia di Natale dell’Arcivescovo di Milano, Mons Mario Delpini: «Gli angeli della notte sono quelli che irrompono in una notte qualsiasi e la trasformano nella santissima notte in cui il Verbo si è fatto carne; annunciano l’evento, riempiono di luce la terra, di gioia i cuori, muovono i pastori ad andare fino a Betlemme. Quelli che visitano l’umanità per annunciare l’evento della salvezza; che cantano la gloria per Dio e la pace per gli uomini. Ma io, quest’anno, aggiungerei al Presepe l’angelo del mattino»… «Gli angeli della notte intervengono come annunciatori di momenti memorabili; sono loro che, nel silenzio della notte, fanno sentire la musica del cielo e fanno risplendere la gloria di Dio. Però quest’anno ho aggiunto l’angelo del mattino». Se «l’angelo dei sogni è quello che incoraggia, che illumina i momenti tormentati dai dubbi, che aiuta a prendere le decisioni che segnano la svolta della vita; che visita la storia delle persone per illuminarle, nel momento critico, su quale strada scegliere e direzione dare alla propria esistenza», c’è – comunque, poi – l’angelo del mattino. «Quello che non ha ali, non è vestito di bianco, non è trasfigurato dalla luce, che è una presenza che si stenta a riconoscere». E che, tuttavia, «è presenza amica, suggerendo che ogni giorno può essere il giorno in cui fare e ricevere il bene. È lui che si accosta a ciascuno in ogni risveglio e in qualsiasi situazione ci si trovi, suggerendo che proprio ogni condizione può essere un’occasione per amare ed essere amati: visita le situazioni di entusiasmo e quelle in cui vi è smarrimento e angoscia». Sempre, insomma, si può fare un passo verso il bene. Arriva, così, la consegna: «L’angelo del mattino dice di considerare il bene che c’è in ogni persona, di imparare ad avere stima in ciascuno, di considerare bene anche coloro da cui si è ricevuto del male. È un invito a guardare gli altri con lo sguardo di Dio. Una presenza quotidiana che ci spiega che, da quando Gesù si è fatto uomo, Egli ci accompagna e ci permette di vivere come figli di Dio. Questa conformazione a Gesù sia resa sempre più persuasiva, lieta, fiduciosa. Lo Spirito santo ci aiuta ad ascoltare l’angelo del mattino, la buona ispirazione che trasforma ogni vita dei figli degli uomini in una vita che diventa quella dei figli di Dio. Il mistero del Natale non è un nostalgico volgersi indietro per un evento irripetibile, ma è considerare come, da quell’evento irripetibile, sia venuta una luce, una gloria, una forza che trasfigura tutta la storia. E questo evento ha lasciato a noi l’angelo del mattino per aiutarci a riconoscere Gesù presente non solo nei nostri canti, sentimenti e presepi, ma in quel pane di vita eterna che ci consente di salutare il giorno dicendo buongiorno. Anche questo giorno è un cammino verso la gloria di Dio». (cfr. Mons. M. Delpini)

In questo giorno dove l’annuncio degli angeli recita “Pace in terra gli uomini di buona volontà” vi rimando a una presentazione della Lettera Pastorale dell’Ordinario Militare