o mode del tempo

Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. (Romani 12,2)

 

Polemiche! Oggi il mondo è fatto solo di polemiche, di chi grida più forte o manifesta nel modo più strano, pensando di essere ascoltati o di avere l’attenzione e molte volte risultano essere solo contestazioni gratuite senza conoscere il vero problema e solo per il gusto di fare in modo diverso o in un modo eclatante. Un mondo arrabbiato che litiga, famiglie contro famiglie, amici contro amici, popoli contro popoli … e poi quando si parla di Chiesa apriti celo, chiesa contro Chiesa, pensando che la Chiesa di Gesù Cristo debba conformarsi al mondo, invece mi spiace a chi la pensa in modo diverso e gridando sperando di essere ascoltati, questo è lo stile del mondo non del vangelo, un vangelo che però non può essere tirato da una parte o dall’altra a proprio piacimento.

La Chiesa attraverso la tradizione, le norme e gli studi senza dimenticare il principio dell’ubbidienza e il criterio di educazione dei modi, ci insegna come esprimere un’opinione differente e non talvolta come i “cristiani della domenica” (solo della domenica) che pensano di essere più santi dei santi o i lontani che pensano di essere giusti perché non si adeguano alla Chiesa e potremmo continuare. Ognuno ha la sua ragione e non sono qui a contestare nessuno ma solo a sottolineare i modi e ricordare l’ubbidienza da parte degli ecclesiastici che avendo un ruolo non sono padroni del vangelo adattandolo a loro piacere, né del popolo santo di Dio che si arroga il diritto di contestare perché non gli fa comodo o non rispecchia il loro tenore di vita.

San Paolo ci ricorda di non conformarci alla mentalità di questo secolo, una problematica già presente al suo tempo e che ritorna costantemente. Il vero problema e che vogliamo fare quello che vogliamo e tutto deve adattarsi a noi e non viceversa.

Impariamo a rispettare ogni idea sapendo che non è possibile condividere ogni idea, ma solo condividerla alla luce del messaggio cristiano altrimenti bisogna avere il coraggio di dire no. Quindi, con buona pace di chi da una parte o dall’altra dimentica l’umiltà, atteggiamento che sarebbe quello giusto, non sottomessi ma umili, in dialogo e non per fare proseliti ma per esprimere le proprie idee senza aspettarsi che vengano accettare necessariamente. I cristiani non evangelizzano attraverso il proselitismo ma attraverso la testimonianza di vita, l’attrazione e la forza dello spirito, che va oltre la mera conversione forzata. L’evangelizzazione è un “correre verso gli altri” per annunciare il Vangelo.

Chi è all’interno della Chiesa deve imparare ad accogliere il magistero e se vuole fare obiezioni lo deve fare nei modi e attraverso i canali previsti non tanto per un formalismo ma per onestà dei ruoli e delle competenze. Nessuno si può sostituire al magistero della Chiesa, che esiste per preservare la purezza del messaggio e non assecondare le mode di ogni tempo. Impariamo un po’ di umiltà, tutti: preti e popolo di Dio e confrontiamoci con serenità senza perdere di vista il Vangelo. Cristiani nel mondo non del mondo. E’ ora che ricordiamo gli insegnamenti e non polemizziamo contro questo o quell’insegnamento della Chiesa. Rimettere Cristo al centro sarà l’unica strada per comprendere il vangelo e il magistero la Chiesa e la vita di essa.

@unavoce – foto: fonte

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