Giornata per la vita

 

Domenica 1° febbraio 2026 si celebra la 48ª Giornata Nazionale per la Vita, promossa dalla CEI, un appuntamento che da quasi cinquant’anni richiama l’attenzione di tutta la comunità sul valore inviolabile della vita umana, dal concepimento alla morte naturale. Il tema scelto per il 2026, “Prima i bambini!”, è un forte richiamo alla responsabilità personale e collettiva di mettere al centro i più piccoli, i più fragili, coloro che non hanno voce ma hanno diritto a essere accolti, amati e protetti, e tra questi i bambini concepiti e non ancora nati. “Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.” (Messaggio CEI 2026)

 “Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. E ricorda le parole di Mare Teresa di Calcutta: “Il più grande distruttore della pace è l’aborto”. Nessuna politica, afferma, “può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo” (cfr. VaticanNews)

Dopo queste parole del santo Padre, alcuni sedicenti cattolici, purtroppo, sui social difendendo l’aborto come atto possibile giustificandolo per questo o quel motivo e anche se lecito pensarlo non è lecito compierlo perché al di là del motivo della gravidanza rimane un omicidio con buona pace di chi pensa il contrario.

Oggi questo è il risultato di una libertà che si pensa di poter attuare senza rendersi conto della schiavitù a cui si è incappati.

Pertanto mi spiace per chi la pensa diversamente e in particolare per chi si dice cristiano e cattolico e giustifica questo con la scusa del “Vangelo si la Chiesa no”, discorsi vuoti per fare e dire quello che si vuole, ma l’aborto rimane un omicidio e nessuna scusa di violenza, impossibilità o malattia può giustificare la scelta di un atto del genere per chi non può scegliere e se questa libertà, che tanto rivendichiamo per la nostra vita, poi non l’attuiamo per la vita degli altri allora è ipocrisia e comodo e interesse personale e questo non è cristiano.

Queste sono le premesse per non vivere in pace, se non c’è rispetto e dignità per ogni persona, per ogni età, per ogni cultura … non può esserci la pace che tutti rivendichiamo.

La libertà di pensarla in modo differente è sacra ma diventa limite quando è egoistica anche se mascherata di bene per questo o quello, questo non è bene ma egoismo.

Vediamo nel mondo violenze soprusi manifestazioni per dire le proprie ragioni in modo sconcertante botte pugni calci per difendere una libertà che diventa mancanza di rispetto mancanza di regole per la vita comune e tutti a partire dai potenti che tanto critichiamo per le loro onnipotenze poi le vediamo anche nella gente comune che pensa di risolvere i problemi con la violenza.

Le regole della convivenza se non sono rispettose dell’altro e della vita non sono regole ma condanne.

@unavoce – foto: fonte

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