Signore ha pensato a te

 

Mi rivolgo idealmente a te giovane e ti faccio una domanda: non hai mai pensato di diventare sacerdote? Le risposte le conosco e sono, al di là di alcune battute scherzose, no! Alla domanda poi, perché no? Le risposte sono le più varie: il sesso o celibato, i soldi, le limitazioni della vita … tutto comprensibile ovviamente ma torno e riprendo il discorso riformulando la domanda, caro giovane cosa vuoi fare della tua vita, cosa vuoi realizzare? E anche qui le risposte ci possono sorprendere: vivere una bella vita senza grandi fatiche e da qui i discorsi sul lavoro oggi, lo sfruttamento, stipendi bassi, politica, ecc. … e pochi parlano di studio o di preparazione criticando e affermando che non serve, ecc. Ognuno la vede come vuole e la pensa come crede, ma forse, e rispondo io, le idee o gli esempi che la società offre sono distorti. La bella vita non la si può fare se non sei capace di realizzarti e per realizzarti ci vuole impegno, costanza, dedizione e allora forse potrai ottenere una vita bella.

Ovvio, ognuno ha i suoi sogni ed è giusto che vengano perseguiti, se questi sogni sono fattibili e mettono in campo l’impegno e la fatica, perché senza di questi qualsiasi cosa otterrai sarà alla fine un fallimento e una delusione, tante cose ma senza anima senza sentimento.

Ora, ritorno alla domanda: cosa vuoi fare o meglio cosa vuoi essere nella vita? Le risposte sono dai toni severi di alcuni arrabbiati con il mondo perché non ottengono quello che vogliono e rispondo con arroganza, altri incerti e si ritengono ancora giovani, altri – e ci sono – invece, sentirsi utili, fare qualche cosa per gli altri, avere una vita dignitosa, una famiglia, una vita bella sapendo che i problemi ci sono e ci saranno… ecco, questo è già un ragionare con i piedi per terra.

Ora, la domanda la faccio a te adulto invece: perché i giovani rispondono così, perché cercano lavori che non li impegno ma che rendano? Abbiamo forse distorto la vita presentandola come un romanzo e facendo credere che tutto è possibile, quindi l’appiattimento crea persone distratte, esigente, sfrontate … incolpano il mondo e la società di tutto.

Ora detto questo torno da te caro giovane e ti richiedo: cosa vuoi fare della tua vita? Non hai mai pensato di diventare sacerdote? Lo studio, la preparazione, il sapere di poter aiutare altri a crescere e vivere con coraggio, di contribuire a costruire un mondo migliore, più umano, più pacifico, più amorevole non ti sentiresti di rimboccarti le maniche e di collaborare? Perché non ci pensi?

La tua risposta positiva è e potrebbe essere il gesto più alto dell’amore, si è vero non c’è fisicità, almeno come la intendi da giovane, ma c’è il cuore e la fisicità la metterai nell’azione di educare, di consigliare, di aiutare, di esserci, di stare accanto. La sola tua presenza e condivisione potrà aiutare altri giovani a camminare in questo mondo in modo diverso, cercando e seguendo obiettivi più impegnati ma anche più liberi e non schiavi di risposte momentanee, anche se piacevoli …

Caro giovane conosci il Vangelo? Non per sentito dire perché l’hai letto o perché ti sei incuriosito e hai cercato delle spiegazioni da persone competenti, ma perché hai cercato prima tu una risposta a quello che leggevi? Non ti sei mai interrogato sulla Chiesa, la di là degli stereotipi e delle banalità che circolano e massificano senza sapere le cose? Non ti sei mai domandato o ti è mai vento il dubbio che ci sono persone capaci di riscattare altre dalla noia, dall’apatia, dal baratro di una vita distratta?

E’ anche vero che fare il prete non è solo questo o meglio tutto questo nasce nel momento che t’innamori. Tu ti sei innamorato? Si immagino di si, e questo amore ti ha fatto fare cose strane. Non ti sei mai innamorato di un’ide o di un ideale? Si certo e ne vediamo i frutti, talvolta esasperati, ma qui caro amico si tratta di amore vero, umano ma con risvolti divini, amore che non fa comprendere più nulla e si è disposti a donare la vita perché non è per un’idea ma per una Perosa, Cristo, quel Cristo che è nelle persone che incontri che ti vivono accanto.

Prova allora a chiederti, al di là di quello che pensi di sapere o di quello che vedi proposto dai media, posso fare il prete? Non vivere solo di negatività, di messaggi contro questo o quello. Nella quantità ce di tutto, come in tutte le società, anche se comprendo non dovrebbe essere, ma il perfetto non c’è, esiste la possibilità della perfezione e ci sono degli innamorati che donano la vita per Cristo, per i fratelli. Prova a informarti, a leggere la vita di qualche santo di ieri ma anche vite di persone di oggi capaci di cambiare rotta.

Non ti va di impegnarti? So che il divano è comodo e il non pensare a nulla è una bella situazione, so che la famiglia protegge e paga gli studi o ti mantiene … ma è ora di crescere, di prendere il largo, di impegnarti in prima persona, di rimboccarti le maniche, sudare e confrontarti con il mondo, quel modo che ti sei illuso di vivere perché sembra facile e invece ha il limite che cercando di ottenerlo con scorciatoie lo perdi e non vivi il presente.

Rispondi a te stesso, sarei capace? Sarei disposto, potrei farcela a diventare sacerdote? Prova, confrontati, vai dal tuo prete, da uno che consoci, che ti fidi, che stimi, che ti piace … confrontati con lui, magari il Signore ha pensato proprio a te, non deluderlo, abbi coraggio buttati e fidati di Lui, potresti stupirti di te stesso e fare la differenza nel mondo.

@unavoce – foto: fonte

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