Della Parrocchia

 

Anche la nostra Parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto” ha un piccolo e singolare campanile una struttura in metallo realizzata dalle maestranze del reparto che nel 2012 ha visto il suo completamento  con la realizzazione di una grande croce in marmo incastonata nella struttura preesistente con al centro un bassorilievo della crocefissione opera di Mario Amedndola e nel lato destro in alto si apre una finestra che accoglie la piccola campana in bronzo sorretta da un contrappeso in legno posizionato su due perni per farla ruotare da dove pende una corda per darle in movimento a ritmo unico con il suo batacchio

Sul davanti santa Caterina da Siena che tiene la croce con dei fiori tra le braccia, sul retro Santa Teresa di Gesù che tiene tra le braccia una croce. Sul fianco destro una Madonna con il Bambino e sul fianco sinistro La Crocefissione. L’ Iscrizione sul retro porta: Cesare Brighenti, Cittadino Bolognese Fuse A. MCMXXIX.

La ditta Brighenti: “Erede di una famiglia seicentesca di capimastro e ingegneri, Gaetano Brighenti (1777-1847) aveva rilevato nel 1813 la fonderia da campane Rasori, fondata nel 1740, affiancato dal figlio Giuseppe (1798-1837), rivelatosi abile fonditore. Alla loro morte, in un momento di crisi dell’attività fusoria, era subentrato il nipote Clemente (1820-1894). Nel 1849 solo l’intervento dell’autorità ecclesiastica aveva salvato quest’ultimo dalla fucilazione da parte degli Austriaci, avendo accettato di fondere i cannoni per il Governo Repubblicano Bolognese. Guidata dal figlio Giuseppe (1852-1910) la Ditta si era rafforzata, ottenendo riconoscimenti nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi e nel 1906 a quella Internazionale di Milano; l’anno successivo le era stato conferito il titolo di “Fonderia Pontificia”. Dopo la Grande Guerra, assunte le dimensioni di una piccola industria, aveva realizzato per le “terre redente” un gran numero di campane che erano state requisite e fuse per usi bellici. Il secondo Conflitto Mondiale aveva comportato la distruzione della sede, ma l’attività era ripresa grazie alla caparbia determinazione di Cesare Brighenti (1884-1963), protraendosi fino al 1958.”. (cfr. storiaememoriadibologna)

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@unavoce – foto: La campana

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