Liturgia della Parola
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
II DOMENICA DI AVVENTO
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». (Mt 3,2)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Se domenica scorsa commentando la parola di Dio avevamo parlato della vita di fede come di un cammino, oggi possiamo vedere come questi nostri passi sono illuminati dalla figura di Giovanni Battista. Egli è il precursore di Gesù nella vita come nella morte, colui che riassume in sé l’Antico Testamento e lo congiunge al Nuovo. Egli è capace di una straordinaria coerenza tra ciò che insegna e ciò che vive, tra dire e fare: chiede di preparare nel deserto una strada al Signore e lo fa recandosi egli stesso nel deserto. Giovanni ascolta e mette in pratica la Parola e per questo infonde credibilità al suo insegnamento e al suo operare. Il suo andare verso il deserto della Giudea suscita un movimento da parte delle folle che, attratte dalla capacità di quest’uomo di “fare la verità”, accorrono confessando i loro peccati e facendosi immergere da lui nel fiume Giordano (cf. vv. 5-6).
Giovanni Battista è molto esigente prima di tutto con se stesso poi, prendendosela coi farisei e i sadducei del tempo, mette in guardia anche noi dal ritenerci già a posto solo per il fatto di appartenere con presunzione alla Chiesa. Non basta essere solo battezzati, ma occorre che l’essere cristiani si concretizzi in frutti degni della conversione. Conta certo l’appartenenza a Cristo, ma essa sarebbe sterile se non si concretizzasse nel praticare la giustizia e la carità. Parafrasando le parole del Battista dobbiamo far sì che l’albero della nostra vita produca frutti buoni, gli unici frutti che rimarranno per l’eternità. Bisogna insomma che la nostra vita, in questa attesa del compimento, manifesti concretamente la nostra fedeltà a Dio; raddrizzando i nostri sentieri, laddove fosse necessario, e producendo i frutti degni della conversione (cf. v. 8)”.








