PARTECIPAZIONE

Non basta seguire il vangelo, bisogna camminare nella e con la Chiesa

I Santi manifestano in diversi modi la presenza potente e trasformante del Risorto; hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Seguire il loro esempio, ricorrere alla loro intercessione, entrare in comunione con loro, “ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla Fonte e dal Capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso del Popolo di Dio” (Conc. Ec. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium 50).

 

Novembre, tra poco, si apre con due momenti forti della vita cristiana: La festa di Tutti Santi e la Commemorazione dei Fedeli Defunti, per poi proseguire nella festa della Giornata dell’Unità Nazionale e proseguire nella Giornata Mondiale dei Poveri per concludersi con la solennità di Cristo Re e l’inizio del nuovo anno liturgico con il tempo di Avvento.

Un mese che porta alla nostra attenzione alcuni aspetti del nostro cammino cristiano: la santità della vita sull’esempio di fratelli e sorelle che hanno vissuto il vangelo da protagonisti, e lo faremo dedicando tempo, attenzione e preghiera sulla vita di alcuni santi legati alla nostra Chiesa Particolare dell’Ordinariato Militare. In questo sguardo ci sono vicini i nostri cari che sono già in Paradiso e i nostri Caduti di ieri e di oggi legati alla Famiglia della Forza Armata nel giorno in cui celebriamo l’impegno di essere uniti nel cammino non solo cristiano ma anche sociale, due aspetti che non si contrappongono ma che ci offrono la strada per vivere da fratelli con i valori religiosi e umani in una Patria che nella democrazia non perde nessuno e lo faremo in modo particolare anche con la Giornata dei Poveri, una preghiera e una sensibilizzarci verso chi tra noi è meno fortunato, questo ci porterà a celebrare la solennità di Cristo Re e chiudere un anno liturgico che ci ha accompagnato celebrando i misteri della nostra fede, per riprendere con l’ultima domenica del mese con la prima di Avvento e ricominciare il nostro cammino cercando sempre più di essere fedeli agli insegnamenti del vangelo attraverso la vita della Chiesa.

“Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose. Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!”.
(cfr. Filippesi 3,17-4,1)

L’impegno serio che vogliamo metterci, come tutti gli anni del resto, è quello di vivere la vita cristiana all’interno della comunità, con una maggiore e fedele partecipazione alle attività che verranno proposte. Organizzate pertanto i vostri impegni e non mancate alla S. Messa domenicale, è il cuore del cammino cristiano e la S. Messa non la si può escludere, pertanto tutti gli altri impegni, importanti ovviamente, non possono sostituire questo momento.

La fede non è un rapporto solitario o “fai da te” con il Vangelo, ma richiede di appartenere a una comunità viva e concreta. Il Vangelo non va interpretato da soli, isolandosi o costruendosi una morale “a misura propria”, ma vissuto nella comunione dei credenti. Gesù non ha chiamato i discepoli come individui isolati, ma ha voluto una comunità, la Chiesa, fatta di persone reali, con i suoi pastori, i sacramenti e il cammino condiviso. Questo, cari amici, significa ascoltarsi, sostenersi, perdonarsi e condividere la fede nel tempo presente, accettando anche i limiti umani dell’istituzione ecclesiale senza spezzare l’unità, ecco perché insisto sulla partecipazione, non è per riempiere la chiesa o le attività ma è la strada della vita “della famiglia” e come voi mi insegnate nella famiglia ci sono tempi, regole, doveri che vanno condivisi e nel momento che questo viene meno, essa rischia di diventare un albergo. Non si può camminare da soli, per questo il Signore ha voluto la Chiesa.

Impegniamoci, come non mai, a volgere lo sguardo a Cristo, il centro della nostra vita è Lui, e solo in Lui il nostro ritrovarci a pregare, a conoscere, a servire ha senso, se ci estraniamo, con altri impegni, altre scuse, se pur lecite, ci distoglieranno da questo sguardo costruendoci una fede e una religiosa nostra dove troveremo sempre scuse ad ogni cosa. Rimettiamoci in cammino seriamente, verifichiamo la nostra vita di fede, accostiamoci al Sacramento ella Confessione, frequentiamo con maggior devozione la S. Messa della domenica in modo particolare e nelle vostre famiglie siate veri testimoni di questo cammino tra di voi e con chi incontrate.

laredazione@unavoce Foto: fonte

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