Il suo valore
“il valore della parola data dimostra quanto vale la persona che la pronuncia” (cfr. Papa Leone XIV)
Al Giubileo della diplomazia Italiana il Papa ha ricordato l’importanza delle parole, tra le altre cose, chi ha sa cosa dire non ha bisogno di tante parole, quanto è vero questo ma non solo per chi lavora in questo settore delicato ma per ognuno di noi. Anche nei nostri ambienti di vita, sia di lavoro che privati, quanto è importante usare le parole giuste, saper parlare va bene, saper dire la cosa giusta nel modo e nel tempo giusto invece è più complicato ma molto importante. Anche i silenzi o le non risposte possono essere parole che creano lontananza e divisione.
Impariamo anche noi a rivedere il nostro linguaggio, a rivedere quello in cui crediamo e come lo viviamo e come lo trasmettiamo. “Impegniamoci con speranza a disarmare proclami e discorsi, curandone non solo la bellezza e la precisione, ma anzitutto l’onestà e la prudenza. Chi sa cosa dire, non ha bisogno di molte parole, ma solo di quelle giuste: esercitiamoci dunque a condividere parole che fanno bene, a scegliere parole che costruiscono intesa, a testimoniare parole che riparano i torti e perdonano le offese. Chi si stanca di dialogare, si stanca di sperare la pace”. (cfr. Papa Leone XIV)
Proviamo anche noi ad essere uomini e donne di dialogo come ricordo Papa San Paolo VI alle Nazioni Unite negli anni sessanta. A noi non è chiesto di governare nazioni o dialogare con i potenti della terra ma ci è chiesto ogni giorno di seminare bene e pace, armonia e parole che uniscano, parole buone che elevano lo spirto, parole che diano conforto a chi è in difficoltà, il silenzio può risultare assordante come le tante parole che nascondono falsità o raggirano il problema per non affrontarlo.
Riprendiamo in mano la nostra vita e diventiamo “artigiani di pace”, e l’artigianato è professionalità è dedizione è passione, così ritorniamo a vivere e seminare attorno a noi.
@unavoce – foto: fonte







