Lettera per la Quaresima

 

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire chi è nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente?
” (Is 58, 6-7)

La Quaresima «mediante il ricordo o la preparazione al battesimo e mediante la penitenza, dispone i fedeli alla celebrazione del mistero pasquale con l’ascolto più frequente della parola di Dio e la preghiera più intensa» (cfr. Sacrosancutm Concilium n. 109)

 

Con il Mercoledì delle Ceneri, il prossimo 18 febbraio, iniziamo la Quaresima, “un tempo di grazia che coinvolge tutta la Chiesa: sia quanti si preparano a ricevere per la prima volta il battesimo, sia quanti riscoprono la propria vita di cristiani alla luce della Pasqua. Per questo esercizio di preparazione, la Chiesa si dota di eccezionali strumenti, attraverso i quali si rende visibile l’azione di Dio che accompagna ogni uomo nel suo cammino di conversione: l’ascolto della Parola, la preghiera, la penitenza, la carità, il digiuno”. (cfr. augustinus)

Queste poche parole, che ho voluto intitolare citando san Paolo (Gal 2,20), che vi rivolgo, per animare la nostra comunità e che sono ispirate dalla spiritualità di Sant’Agostino che vede la Quaresima come un “esercizio spirituale intensivo”, un’esortazione quindi a un rinnovamento interiore profondo, un’opportunità per riallineare la propria vita ai principi evangelici in vista della Pasqua, purificando se stessi e riconoscendo la presenza e la chiamata di Dio nella propria esistenza, spesso descritta come un’attraversata attraverso le prove della vita. 

La Quaresima è quindi un cammino di conversione, un periodo di grazia che unisce amore e unità, (tema di questo nostro anno pastorale 20205-20206) invitandoci a riscoprire il volto di Dio attraverso la Parola, il sacrificio e la preghiera, rafforzando la comunione con Lui e con il prossimo, con gesti concreti di carità e un rinnovato impegno verso l’unità della Chiesa e tra di noi nel nostro quotidiano. Un tempo per cercare Dio, contemplare il suo amore incondizionato e lasciarsi trasformare, come un abbraccio che riporta a casa, questo ci porta a un maggior impegno alla partecipazione alla vita comunitaria, in particolare con la fedeltà alla S. Messa e ai momenti di preghiera comunitari. Questo impegno a ricercare Dio nella nostra vita quotidiana si traduce in piccoli atti: un sorriso, una parola gentile, un sacrificio offerto al Signore per far circolare il suo amore. Questo l’obiettivo che ci prefissiamo di vivere. Quaranta giorni nei quali vogliamo impegnarci seriamente a rivedere la nostra fede, la nostra fedeltà, il nostro impegno, le nostre singole scelte di vita.

@unavoce – Foto: fonte

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