Giotto, Dormitio Virginis, 1310, Gemäldegalerie, Staatliche Museen, Berlino
Liturgia della Parola
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ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. (Lc 1, 46-48)
Meditando la Parola con don Luigi Maria Epicoco: “La Pasqua di Maria che oggi celebriamo liturgicamente non ci dice solo del destino ultimo di questa donna che si è già pienamente realizzato in lei in anima e corpo, ma ricorda a ognuno di noi che siamo chiamati alla medesima meta. È bello però che il Vangelo di oggi per spiegarci cosa significhi essere salvati in anima e corpo ci fa leggere il brano del Vangelo di Luca che parla della visita di Maria a Elisabetta. Sembra che la liturgia voglia suggerirci che il vero paradiso è quando cerchiamo e troviamo qualcuno che ci vuole realmente bene, e che il primo sintomo della resurrezione è la gioia. La stessa gioia che fa sussultare il bambino nel grembo di Elisabetta, e che fa cantare il Magnificat a Maria. In questo senso non dobbiamo per forza aspettare di morire per sperimentare la stessa Pasqua di Maria, ma lì dove noi offriamo un amore e un’accoglienza vera allora suscitiamo quella gioia contagiosa che non solo riempie il cuore dell’altro ma ci ritorna centuplicata anche a noi. San Tommaso diceva che “il bene è diffusivo”, potremmo dirlo con un termine che va molto in voga in questo periodo: contagioso. Allora lasciamoci contaminare dalla luce di questa festa e riprendiamo il nostro cammino sapendo che stiamo camminando verso lo stesso destino di Maria e non verso il nulla”. (cfr. d.L.M. Epicoco)








