LA NOTTE DI LOURDES
“Quanto è commovente vedere il popolo fedele, di generazione in generazione, rispondere con amore e fiducia al tenero invito della Vergine Maria. Quanto è consolante sentire i cristiani cantare inni pieni di fervore e di fede, e camminare, con un lume in mano, verso la loro Madre del Cielo, la Madre che Gesù ci ha donato sulla Croce. Rendo grazie al Signore di poter, a mia volta, rispondere questa sera all’appello della nostra Madre facendomi pellegrino tra i pellegrini”. (Papa Leone XIV)
Con queste parole pronunciate alla grotta di Lourdes il santo Padre si è rivolto ai fedeli presenti, una commozione visibile, uno spettacolo di volti, voci e luci che hanno commosso anche chi da lontano, guardando i media, si è lasciato coinvolgere dal Viaggio Apostolico in Francia. La fede non si perde, forse può calare, forse può sembrare lontana ma sotto la cenere il fuoco ancora rimane e un soffio, il soffio dello Spirito la riaccende.
Pietro è andato a confermare nella fede quelle terre, quei popoli, quelle comunità cristiane li ha guardati, li ha salutati, ha avuto per tutti uno sguardo, un abbraccio, una mano che si allungava, un sorriso e una parola per chi era lì ma da lì è arrivato a tutti, al mondo intero.
Una grotta illuminata dalle candele, una voce flebile ma decisa, una veste bianca, un canto solenne che all’unisono si è alzato insieme alle miglia di candele al cielo e da quel cielo dei Pirenei è arrivato a tutti.
Da quella esplanade al termine della Celebrazione Eucaristica alla preghiera dell’Angelus così ci ha invitati: “Qui l’Immacolata si è mostrata a santa Bernadette con la corona del Rosario e ha come guidato la sua preghiera. Per questo oggi invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a pregare il santo Rosario, durante il prossimo mese di ottobre, con la particolare intenzione che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto … Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo e la riconciliazione”. (Papa Leone XIV)
La nostra preghiera povera e umile dalle nostre case, dalle nostre parrocchie, dalle nostre comunità si unisce al quella del Papa e di tanti cristiani nel mondo “perché cessino le guerre, accompagnando la preghiera con penitenza e misericordia. Una scelta che potrebbe sembrare una scappatoia, ma che parte da una certezza: la pace è un dono da accogliere e far fruttificare”. (cfr. agensir)
Lasciamoci coinvolgere da questo abbraccio, da questa mano tesa e allunghiamo le nostre braccia verso il cielo passando attraverso i fratelli con la nostra presenza che sa accogliere, abbracciare, offrire una parola buona e la penitenza che offriamo sia per la Pace nel mondo partenendo dalla pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità. La notte di Lourdes è stata illuminata da miglia di candele rischiarando il buio, ora che siano le nostre vite offerte a Dio a fare luce nelle tenebre in un mondo distratto che però ha sentito e sente la voce di tanta fede.
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