di mano
Un segno semplice, di buona educazione ma quando si ripete per miglia di volte, certamente per chi lo deve donare diventa faticoso.
Rimango sempre sorpreso quando vedo il Papa che non si risparmia mai con i saluti (nonostante le polemiche di questi ultimi giorni nate dai social che non volendo parlare delle grandi folle di Francia e della rinascita della fede si sono concentrate su pettegolezzi, inoltre inuitili e infondati) anche nel recente viaggio, ore di strette di mano che per uno di noi è un grande dono ma per lui certamente una fatica ma vissuta sempre con il sorriso, sempre con uno sguardo di bene.
Ho fatto questa esperienza anch’io, in occasione dell’udienza concessa all’Ordinariato Militare in occasione dei suoi cento anni. Il santo Padre ci ha ricevuto ed eravamo molti, più di quattrocento nella aula Clementina entravamo a fatica e nessuno di noi, che eravamo in fondo, pesavamo di saltarlo con una stretta di mano, un baciamano ma il papa invece ci ha sorpresi, ha saltato tutti uno per uno con una pazienza che vale più di mille parole.
Consapevole del suo ruolo, delle sua figura sapendo che molti si accontentano di vederlo e dargli la mano è un dono grande che comprende.
Sono i piccoli gesti che fanno più di mille discorsi, sono un sorriso, uno sguardo rivolto nella direzione che cerca occhi, che incrocia sguardi, che vede la sofferenza, la gioia e la sua semplice commozione difronte a tanti che lo acclamano, consapevole di chi rappresenta con la sua umanità con la sua veste bianca sa di portare Cristo, il dolce Cristo.
Non fate mai mancare un gesto di accoglienza con chi incontrate, non diamo mai segni di insofferenza, di stanchezza, allunghiamo la mano, guardiamo in viso, fermiamoci anche solo un’stante per un saluto e se per noi è nulla per altri è molto e non solo lo dico a me sacerdote per il ministero che ricopro, il ruolo di pastore, per la mia comunità, per chi si accosta alla Chiesa, ma lo dico a tutti, non siamo avari di piccoli gesti di gentilezza, possono fare la differenza, aprire un cuore, accogliere chi si sente solo.
@unavoce – foto: fonte







