In famiglia

In un tempo di grandi sconvolgimenti, in questo mese di ottobre, dove il Santo Padre ci ha invitati a pregare per chiedere “il silenzio delle armi e invocare la riconciliazione tra i popoli”, vi invito oltre a ritrovarci il venerdì per la recita del S. Rosario, alla recita quotidiana dell’Angelus nelle vostre case, con la vostra famiglia e alla domenica in collegamento con i media vaticani ci potremo unire a questa preghiera mariana con il Papa.

La preghiera dell’Angelus a mezzogiorno ricorda il mistero dell’Incarnazione di Cristo e la Passione, scandita dal suono delle campane tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno e sera). La preghiera nasce nel XIII secolo (attorno al 1269, in ambito francescano con San Bonaventura da Bagnoregio) come meditazione popolare legata all’Annunciazione e alla Compieta serale (il coprifuoco e la chiusura delle porte della città). Papa Urbano II nel 1095, durante il Concilio di Clermont, promosse la recita dell’Ave Maria la sera per la pace, mentre al mattino si ricordava la Risurrezione. L’usanza di recitarlo alle ore 12:00 fu consolidata nel XV secolo da Papa Callisto III (nel 1456), inizialmente come invocazione per invocare la protezione divina e ringraziare per la vittoria contro le armate turche. L’assetto definitivo del testo si deve a Papa San Pio V nel XVI secolo. Fu Papa Giovanni XXIII a inaugurare la consuetudine di affacciarsi alla finestra del suo studio in Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli la domenica, una tradizione mantenuta dai suoi successori. (cfr. AA.VV.)

Quindi tre momenti della giornata nei quali possiamo fermarci con la famiglia:

  • Al mattino (ore 6:00): in memoria della Risurrezione di Gesù.
  • A mezzogiorno (ore 12:00): in memoria della Passione e Morte di Cristo.
  • Alla sera (ore 18:00): in memoria dell’Incarnazione.

Nel periodo che va dalla Domenica di Pasqua fino a Pentecoste, l’Angelus viene sostituito dall’antifona mariana del Regina Caeli.

“Un gesto semplice come la preghiera dell’Angelus, a mezzogiorno, ci permette di sentirci in comunione con tutta la Chiesa per invocare la pace e costruire ponti. Di fronte a situazioni complesse ci sembra impossibile fare qualcosa, ma possiamo invece creare percorsi di preghiera, farci vicini alle vittime e anche ai carnefici perché si convertano. Gli interessi che alimentano i conflitti portano morte e distruzione, generando molta sofferenza a vantaggio di pochi, specialmente i costruttori di armi. Dobbiamo ricordarci che la pace comincia da ciascuno di noi, costruendo ponti dentro il nostro cuore”. (cfr.  Mons. Gianluca Marchetti, Sottosegretario CEI)

Ora, questa semplice preghiera, come vi accennava, potremmo recitarla nelle nostre case, con le nostre famiglie. Tre momenti, forse non sempre con lo stile di vita moderno riusciamo a trovarci tutti insieme, ma in uno di questi con un po’ di impegno potremmo riunirci in famiglia per recitarla, potrebbe essere un bel momento per rivolgere lo sguardo e il pensiero a Dio e vivere le nostre giornate senza dimenticarci mai Cristo e concentrando lo sguardo su di Lui.

@unavoce – foto: fonte

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui