Rallentiamo il passo
“Lasolitudine é un vissuto emotivo soggettivo che indica il sentirsi soli, e può essere vissuta anche in mezzo alla gente. L’isolamento è invece una condizione oggettiva e fisica di mancanza di contatti con gli altri, spesso causata da una chiusura verso il mondo esterno”. (cfr. valorinormali)
“La solitudine è un’esperienza umana complessa che si muove sul sottile confine tra un limite doloroso e un pregio prezioso per la crescita personale. La mancanza di legami può generare un senso di vuoto profondo e tristezza. Quando diventa eccessiva o non scelta, l’assenza di compagnia rischia di trasformarsi in un ostacolo alla socialità. Il silenzio forzato amplifica le paure e le insicurezze quotidiane. Stare da soli però permette di ascoltare i propri pensieri e conoscersi meglio. Aiuta a sviluppare indipendenza e a fortificare la resilienza di fronte alle difficoltà e il distacco dal caos esterno favorisce la concentrazione e la nascita di nuove idee”. (cfr. AA.VV.)
“La solitudine non è di per sé un male. Essa infatti mostra la verità dell’essere umano come creatura bisognosa di Assoluto; la sofferenza che questo comporta, se accolta come la verità di sé stessi e non come una maledizione, può consentire di vivere relazioni solide e profonde: anzitutto la relazione con il Signore, perché si è giunti a riconoscere che senza di Lui la vita diventa insopportabile e senza senso”. (cfr. La Civiltà Cattolica Quaderno 4152)
Non sprechiamo o non rifuggiamo questo spazio della vita, difficile da ottenere e non vediamolo come un limite, anche se da una parte potrebbe sembrare, dall’altra però la solitudine interiore che si crea, anche da una solitudine di distacco e fisico, è uno spazio sacro e necessario in ogni vocazione per ascoltare la voce di Dio e favorire una autentica crescita spirituale.
È il luogo silenzioso dove troviamoi noi stessi, riconosce i propri limiti e attingere nuove energie interiori. La solitudine non è chiusura egoistica, ma la condizione essenziale per amare il prossimo e vivere relazioni autentiche. Si traduce in piccoli spazi di silenzio quotidiano che rigenerano il cuore e aiutano a donarsi con più pienezza agli altri. In questo mondo, che corre veloce e fa rumore, cercare e trovare spazi di silenzio per riflettere e pensare prima di parlare o di condividere vite che poi non abitiamo, come vediamo spesso sui social, non ci fa crescere ma semmai alimenta una finzione di vita che ci allontana dalla realtà e non ci fa affrontare gli eventuali problemi con intelligenza.
Recuperiamo questo spazio e non cerchiamo spasmodicamente compagnia, confusione e impegni ma rallentiamo il passo per ascoltare il cuore, la mente e poter pregare e ritrovare in questo silenzio interiore noi stessi e rinnovare le nostre scelte di vita senza scappare. Comprendiamo allora che la solitudine non è sempre e solo negativa, l’isolamento può diventare limite ma vissuto con questo spirito allora cercheremo una pace interiore che sia ricca di amore e solo recuperando questo spazio dentro di noi e fuori di noi potremo donarlo agli altri come valore necessario per la vita che ognuno vive.
@unavoce – foto: fonte







