per averci ammessi a compiere il servizio sacerdotale” (Preghiera Eucaristica II)
Una delle esperienze come sacerdote fatte in questi anni di servizio è celebrare la S. Messa molte volte senza i fedeli. Nelle nostre realtà non è sempre facile avere i fedeli come accade invece in una parrocchia e questo per differenti motivi e nonostante le strategie pastorali di orai luoghi e occasioni non sempre alla S. Messa feriale abbiamo la partecipazione dei nostri fedeli. Raramente mi è capitato la domenica di non avere fedeli, solo in alcuni reparti che i giorni festivi a parte il personale di servizio si svuotavano e comunque ho sempre celebrato nei miei reparti sia in Patria che all’estero, dove invece la presenza e la partecipazione non è mai mancata.
Mi sono interrogato più volte su questo aspetto, se e quando non avevo nessuno era opportuno o no celebrare, rispettando le indicazioni della Chiesa che al canone 906 del Codice di Diritto Canonico stabilisce che il prete non deve celebrare da solo a meno che non ci sia un motivo valido (come la malattia, l’isolamento o l’impossibilità di avere fedeli) e sulla scorta di una riflessione di Papa San Paolo VI che invitava i sacerdoti a “celebrare la santa Messa degnamente e devotamente ogni giorno, in modo che sia essi sia il resto dei fedeli possano godere dei benefici che scorrono copiosamente dal sacrificio della croce”. Papa San Giovanni Paolo II si rifaceva a queste parole quando ricordò che la celebrazione dell’Eucaristia era il “momento più importante nella giornata di un sacerdote, il centro della sua vita”, sottolineando che “i sacerdoti vanno incoraggiati a celebrare la Messa quotidianamente, anche in assenza di una congregazione, dal momento che si tratta di un atto di Cristo e della Chiesa [cf. ibid., 13; Codice di Diritto Canonico, c. 904]”. (cfr. zenit)
Ora, sulla scorta di queste esortazioni, ho sempre celebrato la S. Messa con o senza i fedeli ogni giorno, certo che quel momento fosse centrale per la mia vita sacerdotale ma anche l’azione principale per il bene della mia comunità anche se assente fisicamente. Contestabile o meno, mi sento in quel momento a svolgere il mio servizio verso i fratelli. Sono diventato sacerdote per donare al popolo di Dio il Signore Gesù, nella Parola e nell’Eucarestia, nei Sacramenti e da qui la presenza del prete nella vita di ognuno di loro. Degnamente o indegnamente, bene o con errori questo è lo spirito con cui celebro ogni giorno la S. Messa. In chiesa nelle nostre cappelle dentro le nostre realtà o nei teatri operativi, in ambienti magari non bellissimi ma sempre dignitosi e raccolti per celebrare il divin sacrificio. Poche cose ben curate e pulite anche nel deserto, o su una nave, in zone di servizio a rischio o meno, vicini o lontani si è uniti al Signore e a tutta la Chiesa di Cristo.
“Anche se celebrata da solo, la Messa è per tutta la Chiesa. La Santa Messa non è mai un atto privato del sacerdote. Anche quando un presbitero celebra l’Eucaristia in totale solitudine compie un atto di Cristo e della Chiesa stessa. All’altare il sacerdote non è mai davvero solo. In ogni celebrazione è presente l’intero Corpo Mistico di Cristo: partecipano gli angeli, i santi del cielo, le anime del purgatorio e spiritualmente tutti i fedeli della terra. Come ribadito dal Concilio Vaticano II e da encicliche come la Mysterium Fidei di Paolo VI, la liturgia è l’azione salvifica di Cristo. Di conseguenza, i frutti spirituali del sacrificio della croce si riversano a vantaggio dell’umanità intera e di tutto il mondo, senza confini fisici. Il prete agisce in persona Christi (nella persona di Cristo). Questo significa che è Cristo stesso ad offrire il sacrificio attraverso le mani del ministro, offrendolo per la salvezza di tutta la comunità ecclesiale. Sebbene il Diritto Canonico raccomandi la presenza di almeno qualche fedele (salvo giusta causa come abbiamo accennato poc’anzi) perché la Messa esprime per sua natura la dimensione comunitaria, il valore e l’efficacia della celebrazione rimangono infiniti e universali anche in assenza fisica di un’assemblea”. (cfr. AA. VV.)
Ti invito a non lasciare il sacerdote da solo quando celebra, frequenta la tua parrocchia, partecipa alla S. Messa feriale e unisciti nella Liturgia Eucaristica a tutta la preghiera della Chiesa per il mondo intero.
@unavoce – foto: fonte







