Conoscere per partecipare

 

“La liturgia e il sacro non si basano solo su concetti, ma anche sui messaggi che trasmettono. Pertanto, è importante il decoro nella celebrazione della messa. Un aspetto decoroso contribuisce a rendere la celebrazione più rispettabile” (Cfr. settimananews)

 

Per una maggiore comprensione e miglior partecipazione credo sia importante conoscere gli oggetti le vesti e i lini che vengono usati per la Celebrazione Eucaristica. Qui di seguito qualche informazione utile alla tua cultura personale. Di seguito un lungo elenco con qualche nota per la tua cultura e formazione personale a mo’ di promemoria.

“I vasi e le vesti sacre sono oggetti e indumenti impiegati nel culto cristiano. Nati da abiti civili dell’antica Roma e da suppellettili domestiche, nel corso dei secoli hanno assunto una forte valenza simbolica, teologica e artistica, trasformandosi in segni visibili del mistero divino e del ministero ordinato”. (cfr. AA.VV.)

“La storia dei vasi e delle vesti sacre affonda le radici nell’era paleocristiana, trasformando gradualmente abiti e oggetti d’uso civile e quotidiano dell’antica Roma in simboli sacri e liturgici per esprimere la dignità del mistero eucaristico”. (cfr. museodiocesanoandria)

“Le suppellettili per la messa (dette vasi e oggetti sacri) uniscono simbolismo profondo e una storia millenaria, evolvendosi da semplici utensili domestici dell’Impero Romano a opere d’arte in metalli preziosi.

  • Calice: La coppa per il vino che diventa il sangue di Cristo. All’inizio era di vetro o legno, poi dal Medioevo si è imposto l’obbligo di metallo prezioso (oro o argento) per rispetto e decoro.
  • Patena: Il piccolo piattino che contiene l’ostia grande. Nei primi secoli era un vero e proprio piatto capiente per il pane portato dai fedeli durante l’offertorio.
  • Pisside: Il contenitore con coperchio per custodire le ostie consacrate. La sua forma ricorda quella di un calice ma più larga; la sua storia è legata alla nascita del tabernacolo e alla conservazione dell’Eucaristia.
  • Ampolline: I due piccoli recipienti per acqua e vino. Storicamente derivano dalle antiche anforette da mensa dell’uso civile romano.
  • Corporale: Il panno quadrato di lino rigido steso sull’altare. Il nome deriva dal fatto che su di esso si posa direttamente il “Corpo” di Cristo.
  • Purificatoio: Il piccolo panno asciugatoio usato dal sacerdote per pulire il calice dopo la comunione.
  • Palla: Il cartoncino rivestito di stoffa usato per coprire il calice e proteggerlo da polvere o insetti.
  • Navetta e Turibolo: Il contenitore dell’incenso (con il cucchiaino) e il bruciatore appeso a catenelle. L’uso dell’incenso ha origini ebraiche e romane antiche, traslato nel cristianesimo come segno della preghiera che sale a Dio.
  • Campanella: Suonata nei momenti centrali della consacrazione, la sua storia medievale nasceva per avvertire i fedeli distratti che si trovavano lontani o inginocchiati fuori dalle navate principali”. (cfr. AA.VV.)

“Le vesti sacre (o paramenti liturgici) sono gli indumenti indossati dai ministri ordinati e dai chierici durante le celebrazioni. Servono a indicare la funzione di chi presiede e a ricordare che il sacerdote agisce in persona Christi (in nome di Cristo).

  • Camice (o alba): La lunga tunica bianca comune a tutti i ministri (chierici e laici autorizzati). Simboleggia la grazia battesimale e la purezza.
  • Amitto: Un piccolo panno di lino bianco posto sulle spalle prima del camice.
  • Cingolo: Il cordone o la fascia di stoffa usato per stringere il camice in vita.
  • Stola: La striscia di stoffa posta attorno al collo; è il segno del potere sacro e del ministero ordinato (differisce nel modo di indossarla tra diaconi, sacerdoti e vescovi).
  • Casula (o pianeta): Il paramento liturgico esterno indossato dal sacerdote sopra il camice e la stola per la messa.
  • Dalmatica: La veste propria del diacono.
  • Piviale: Un mantello ampio usato nelle celebrazioni solenni fuori dalla messa, come nelle processioni o nella liturgia delle ore.
  • I colori cambiano a seconda del tempo dell’anno liturgico o della festa celebrata:
  • Bianco: Gioia e purezza (Natale, Pasqua, feste dei santi non martiri).
  • Rosso: Sangue, fuoco e amore (Domenica delle Palme, Venerdì Santo, Pentecoste, martiri).
  • Verde: Speranza e tempo ordinario.
  • Viola: Penitenza e attesa (Avvento, Quaresima, liturgie dei defunti).
  • Rosa: Gioia a metà cammino (usato la III domenica di Avvento Gaudete e la IV di Quaresima Laetare)”. (cfr. AA.VV.)

“Conoscere il significato dei gesti, delle parole e dei simboli della Santa Messa è importante perché trasforma una semplice abitudine in un incontro vivo con Dio. Aiuta a partecipare con il cuore, a capire la bellezza della Parola e a vivere con più forza il dono dell’Eucaristia. I gesti come il segno della croce, l’inchino o lo scambio della pace non sono regole vuote, ma atti d’amore e rispetto. Sapere come è strutturata la Messa ti aiuta a seguire meglio le letture e l’omelia. Capire il momento della comunione ti unisce di più a Gesù e agli altri fratelli. Non sei uno spettatore silenzioso, ma fai parte di una comunità che prega insieme”. (cfr. AA.VV.)

La gestione di queste cose nella raffinatezza e non intendo il lusso ma una raffinatezza sobria elegante pulita offrono non solo rispetto e testimonianza ma sono il segno di credere in quello che si celebra e in quello che si crede.

@unavoce – Foto: Fonte

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