ci allontana dal bene
Lo stile di vita oggi è quello di contrastare tutto e tutti da tutte le parti in un clima dove c’è solo una continua lamentela e un continuo accusarsi, gli uni gli altri e criticando tutto, anche quello che è buono. E’ sfiancante la vita così e certamente non è la strada per costruire la pace che tutti gridano. Criticano quelli che lavorano per la pace, senza però impegnarsi in prima persona, capaci solo di puntare il dito e elevare teorie e ideologie che dividono invece di unire.
Uno stile di vita che va sempre più a diffondersi e lo vediamo tutti i giorni sui media e in chi ha il compito della comunicazione e nelle risposte nei vari commenti sui social dove si legge una critica su ogni azione che viene compiuta, con il rischio di distruggere tutto senza accorgerci che nell’insieme ci sono germi e segni di azioni di bene. Il gusto di dire il contrario di quello che viene proposto, il gusto di fare il contrario di quello che ci viene chiesto sembra essere il modo di vivere oggi.
Ora, questo non significa che non bisogna avere le proprie idee o avere uno sguardo capace di evidenziare limiti e criticità di un opera, di un’azione, di una ideologia ma questo non ci deve portare a criticare e agire sempre e solo in modo polemico. Manifestare per questa o quella situazione va bene dipende dai modi e dalle parole che si usano, cosa che sembra sfuggirci.
Si critica ogni cosa: politica, stato, chiesa, scuola, lavoro, vita di tutti i giorni, famiglia, relazioni … tutto diventa un fatto personale e individuale con il rischio di perdere la visione d’insieme. Nessuno è disposto a rimboccarsi le maniche e chi lo fa viene criticato accusando di interessi personali o di parte.
Se non ci sono regole e obiettivi comuni non si andrà da nessuna parte. Ogni realtà ha i suoi interessi e va bene, ma non dobbiamo criticare per il gusto di farlo, perché non la pensiamo come loro, questo modo di agire diventa ancora più limitante, crea confusione e distruggono anche i semi di bene che vengono gettati. Criticare pensando il male rivela solo una cosa, che chi lo dice è in cattiva fede o parla per gelosia o perché deve dar fiato alle corde vocali senza riflettere.
Cambiare registro di vita sarà la chiave per costruire un mondo migliore, ognuno ha delle potenzialità, sia il pubblico che il provato, sia le istituzioni che le varie realtà di lavoro e di vita di formazione di impegno sociale. Evitiamo di vedere il male solo perché chi propone una iniziativa, un’attività e svolge un ruolo non è della nostra fazione politica, sociale, culturale o religiosa. Contrastare per il gusto di parlare male e di vedere il male rivela solo il cuore malato di chi si esprime e nessuno di noi desidera lasciarsi coinvolgere in questo nero che abita il cuore di alcuni.
Contrastiamo con il bene, con la luce, con l’amore e non per cerare attenzione o sembrare migliori ma per costruire pace e rispetto. Solo con onestà intellettuale si potrà convogliare le varie sinergie portandoci a costruire un modo migliore, dove tutti e ognuno secondo le proprie idee collaborerà ad una vita migliore, fraterna e condivisibile, senza gridare presunte verità o ingiustizie per poi viverle e cercarle per se stessi. Lo vediamo ogni giorno in giro e attorno a noi, lo vediamo nelle nostre realtà, allora non lasciamoci trascinare in questo clima di lamentela continua ma seminiamo il bene e il buono, cerchiamolo e vediamolo attorno a noi, educhiamo il nostro cuore e la nostra anima al bene. Non critichiamo per il gusto di criticare portando pezze giustificative senza vedere il bene e il buono, questa si chiama malafede e non è né umano né tanto meno cristiano. Il fuoco che accendiamo può distruggere o costruire come ci ricorda Gesù nel vangelo, noi cosa siamo?
@unavoce – foto: fonte







