Virtù dell’educare
“È meglio la pazienza che la forza di un eroe, chi domina se stesso vale più di chi conquista una città” (Proverbi 16,32)
“Uno è tanto più forte a sopportare qualunque male, quanto in lui è maggiore l’amore di Dio” (Sant’Agostino)
“Ciò che santifica non è la sofferenza, ma la pazienza” (San Giovanni Bosco)
La pazienza, un bene anzi una virtù che come diceva Papa Francesca “ha la radice nell’amore con cui Cristo risponde alle sofferenze: non c’è cosa, per quanto piccola, purché sopportata per amore di Dio, che passi senza ricompensa presso Dio … Siamo spesso carenti di pazienza. Nel quotidiano siamo impazienti, tutti. Ne abbiamo bisogno come della “vitamina essenziale” per andare avanti, ma ci viene istintivo spazientirci – è un istinto spazientirci – e rispondere al male col male: è difficile stare calmi, controllare l’istinto, trattenere brutte risposte, disinnescare litigi e conflitti in famiglia, al lavoro, o nella comunità cristiana. Subito viene la risposta; non siamo capaci di stare pazienti”. (cfr. VaticanNews)
Don Bosco spiega che subire la fatica o il dolore in modo passivo o ribelle non migliora l’animo umano, ciò che fa crescere nella fede e nella santità è il modo in cui si affrontano le prove, mantenendo la costanza, la calma e la fiducia in Dio.
La pazienza è anche la virtù fondamentale dell’educatore per accompagnare le fragilità dei giovani senza cedere alla fretta o alla rabbia.
Ora, chi più chi meno tutti abbiamo un limite su questo argomento, portiamo pazienza, facciamo finta di nulla, fingiamo di non sentire di non vedere per evitare scontri e contrasti, e poi alla fine si scoppia e si reagisce perdendola, capita a tutti. Soprattutto se si è sotto pressione o si vive un momento difficile della vita.
Ora è Gesù che ci viene incontro per aiutarci a vivere questa dimensione della vita con un sguardo differente umano e di fede. Ci viene in aiuto la parabola del fico sterile: “Gesù racconta del contadino che non taglia subito l’albero senza frutti, ma lo concima e aspetta. Questo mostra che Dio concede tempo e spera nel cambiamento di ogni persona. La pazienza divina non è indifferenza verso il male, ma un amore che dà spazio alla libertà e al perdono”. (cfr. AA.VV.)
Ancora, durante il processo e la crocifissione, Gesù accetta le ingiustizie senza reagire con la violenza. Cristo salva il mondo proprio attraverso questa forza silenziosa e obbediente.
Ora queste semplici espressioni per ricordare a me e a voi che “il mondo è salvato dalla Croce e non dai crocifissori” come ci ricordava Papa Benedetto XVI in un suo discorso. La vita si vive se sappiamo reagire con pazienza, una pazienza che nasce per amore non solo verso i nostri ma verso tutti, una pazienza nella giustizia certamente ma la pazienza mette in campo la misericordia, la capacità di vedere oltre e di scorgere il cuore di chi impaziente reagisce male e di risposta la nostra capacità di offrire sempre un’altra possibilità.
“La pazienza e la comprensione non sono alleate della passività; al contrario, queste virtù ci permettono di trovare le soluzioni più efficaci, che di solito non sono violente o contro la temperanza. L’amore paziente porta sempre frutto, anche a lungo termine”. (cfr. R. Valdes)
Interroghiamoci su come viviamo allora i rapporti interpersonali in famiglia con gli amici nel lavoro in società nella vita della Chiesa, ma verifichiamo anche come viviamo interiormente questa pazienza … e preghiamo come ci ha insegnato Santa Teresa d’Avila: “Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Tutto passa, solo Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi ha Dio non manca di nulla: solo Dio basta!”.
@unavoce – foto: fonte







