270 di Mozart

 

Tra i gli anniversari di questo anno 2026 che corre verso il suo finire c’è stato all’inizio il 270 anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. Sono cresciuto con una cultura classica e anche la musica ha questo rilievo, ho amato e amo la musica classica e lirica e oggi sembra quasi fuori moda, non disprezzo ovviamente le altre forme di musica, la musica è bella tutta o almeno quasi tutta sia per le armonie che per i testi anche se quella più recente forse fatico a comprenderla, ma non sono un tecnico, dico solo mi piace o non mi piace e la classica mi piace. Pertanto ricordare Mozart oltre a riportarmi indietro nel tempo, mi suggerisce e anima il cuore la mente e mi aiuta alla riflessione e alla preghiera.

Potremmo citare molti autori che scrivo di lui delle sue opere dell’influenza che ha avuto nella munisca dei successi, della sua originalità e modernità del suo tempo. Ma oggi voglio soffermarmi per onorare questo grande compositore austriaco e ricordare a me e a voi che  “Wolfgang Amadeus Mozart comunica ancora oggi ai giovani il coraggio di rompere le regole, l’indipendenza nel lavoro e il valore di un talento autentico. La sua musica e la sua vita ribelle insegnano a superare gli schemi del passato con energia.  Nel 1781 Mozart si è “licenziato” dal proprio arcivescovo a Salisburgo. Ha rifiutato un lavoro fisso ma chiuso per inseguire la propria libertà artistica.  Questo spirito anticipa il rifiuto dei giovani per ambienti rigidi e riconosce il valore del lavoro basato sulla passione e sul merito.  Le sue note non sono vecchie o moderne; usano un dialogo musicale chiaro e naturale che parla a ogni epoca. Mozart spinge i ragazzi a osare, a sperimentare e a non temere il giudizio di chi è legato alle vecchie abitudini”. (cfr. AA.VV.)

Insomma, Amadeus era un ribelle, un ribelle geniale però e proprio sui questo aspetto voglio soffermarmi. Oggi c’è una ribellione generazionale verso tutto e tutti, regole, concetti, tradizioni, stili di vita, comportamenti … ma com’è questa ribellione oggi? Purtroppo quasi sempre violenta e invece quello che voglio suggerire che è giusto ribellarsi a ciò che non condividiamo ma non un ribellarsi fine a se stesso, che crea confusione, che crea una libertà incatenata ma un ribellarsi geniale capace di creare e di trovare il bello e il bene che forse potrà essere condiviso. La ribellione è il coraggio di cercare la verità e viverla prima di pretenderla. Il coraggio di essere capaci di non pensare di bastare a noi stessi ma di cogliere i semi di bellezza, di intelligenza, di pace, di fratellanza intorno a noi.

Le opere di Mozart che ti invito ad ascoltare sono molte e tutte hanno una storia ovviamente, potrebbe essere un bell’esercizio per riscoprirle e/o conoscerle e pur non essendo particolarmente uomo religioso, nelle sue opere si scorge quella ricerca mai finita dell’assoluto, di quel Dio nel quale credeva e che ha cercato, pur contro corrente e da ribelle, di amare e servire.

Ti lascio un brano per esempio tra i tanti (vedi tutta la produzione), l’Ave Verum Corpus K 618 in Re maggiore, un mottetto basato sull’inno eucaristico omonimo del XIV secolo. Questa di Mozart è di gran lunga la composizione più celebre basata su questo testo. Il mottetto per coro misto, archi e organo, è stato composto dall’autore salisburghese a Baden, nei pressi di Vienna, nel 1791, pochi mesi prima della prematura morte.

@unavoce – foto: fonte

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui