alle regole

 

Oggi, parlare di obbedienza e di regole, sembra di parlare di marziani, di cose che non conosciamo, possiamo pensare che esistano ma non sappiamo con certezza e quindi le lasciamo alle fantasie di ognuno. Se perdiamo o snobbiamo queste semplici azioni del vivere quotidiano cadiamo nell’anarchia, nella confusione e nella mancanza di rispetto reciproco.

Oggi lo sport principale è criticare, è puntare il dito, è lamentarsi, nessuno, o troppo pochi, che voglia vedere le cose per quello che sono, c’è un individualismo sconvolgente che porta a una chiusura all’intelligenza. Tutti sanno tutto e si piccano di sapere tutto e più non si sa e più non si conosce e più si parla, anzi si grida rivendicando diritti ai quali poi non prestiamo attenzione. Vogliamo giustizia e siamo ingiusti con glia altri, vogliamo pace ma seminiamo zizania, vogliamo star bene ma senza far fatica …

E’ il tempo di riprendere in mano la vita seriamente, una vita che sia vissuta in una società rispettosa, dignitosa, capace di grandi gesti di bene per e con gli altri, pertanto se non mettiamo delle regole alle quali attenerci non avremo mai la pace e la serenità che desideriamo. Impariamo a guardarci attorno, a ringraziare per quello che abbiamo e non a lamentarci per quello che vorremmo, tra l’altro senza impegnarci e senza far fatica.

Il confronto con gli altri ci deve portare ad impegnarci seriamente ad essere protagonisti del nostro vivere ma protagonisti rispettosi, educati, gentili, capaci di verità, la verità vera non la nostra e solo la nostra, rispetto per le persone, intelligenza nell’affrontare le situazioni senza scadere nei radicalismi.

Scriveva sant’Agostino nel suo libro “La città di Dio”: “La pace degli uomini è l’ordinata concordia”, nella quale definisce “la pace dello Stato come “ordinata concordia del comandare e obbedire dei cittadini”. Forse dovremmo interrogarci su come ci comportiamo su questi due aspetti, rispetto delle regole e obbedienza ad esse, alla vita, agli impegni presi.

Quello che desideri avere e ricevere devi prima viverlo tu in prima persona. So che non è facile e che se questo non è condiviso da tutti creerà difficoltà e divisioni ma se reagiremo sempre nello stesso modo non cambierà mai nulla.

Coltiviamo questo stile di vita partendo dalle piccole cose, rispetto delle regole famigliari, delle regole di convivenza nella società, nel rispetto dal vivere ogni giorno delle cose di ogni giorno, come guidiamo per la strada, come comperiamo e vediamo, come siamo fedeli ai nostri impegni di studio lavoro vocazione, come ci si comporta in pubblico, in un negozio, in un locale, ogni abito ha delle regole di rispetto e di convivenza e obbedire non significa essere deboli, ma semmai credere nella vita nel mondo nel bene che c’è attorno a noi. Una cosa che non ci piace o non condividiamo non necessariamente è da combattere se c’è rispetto reciproco e questo c’è se si seguono le regole se si sa obbedire, smettiamo di pensare di aver sempre ragione e di lamentarci.

Ci sono alcuni tra noi che sono solo dei polemici, basta sfogliare i loro profili social, evidenziano solo e soltanto i limiti, le critiche senza seminare mai il bene ma pretendendolo. Questo non è né umano ne cristiano, pertanto nella giustizia e nella verità iniziamo a fare, prima che pretendere.

Chiudo con un invito a me e a voi di saper obbedire alle regole con intelligenza e prima di criticare provare e poi con gli strumenti dell’intelligenza e non della forza discutere e modificare le regole che non portano al fine desiderato.

Ti lascio come immagine di copertina il sogno di san Giuseppe, (Matteo 1,18-21.24) dove nel buio dell’opera quello che emerge è la luce. Giuseppe l’uomo giusto vive un’esperienza difficile ma la sua obbedienza al sogno sarà la sua risposta al progetto di Dio. Pensaci e lasciati guidare dal luce del Signore, vivi la tua vita cristiana nella Chiesa è la strada per rimanere con lo sguardo verso il Signore.

@unavoce – foto: fonte

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