Vita di santi fondatori, un viaggio tra gli istituì femminili religiosi
La S. Messa
Fate della comunità un cuor solo ed un’anima (don Marchisio)
Sul nostro sito non abbiamo mai parlato di vita religiosa femminile, oggi con questo articolo, vorrei iniziare un viaggio tra alcuni fondatori e fondatrici di Istituti religiosi femminili, certo che la loro dedizione, anche se oggi sembra passare in secondo piano, sono invece la ricchezza della Chiesa e delle nostre comunità. Parlare di suore oggi come di preti sembra fuori moda ma incarnano, contrariamente a quello che pensiamo, la figura materna della Chiesa: amore, cura, pazienza, disponibilità, attenzione … valori che oggi sembrano venir meno anche nelle nostre case e nelle nostre famiglie.
Oggi, voglio parlarvi delle figlie di San Giuseppe di Rivalba dette comunemente “Giuseppine” a cui sono affezionato da molti anni conosciute a Milano e poi a Roma e da sempre seguite con amicizia e nella preghiera. Quando si parla di decoro della liturgia oggi, in un’era – sembra ma non è così – dell’essenziale, alcuni argomenti sembrano superflui, credo invece che l’amore per Dio, per la vita sacerdotale, per la missione affidataci dalla Chiesa, sia legata indissolubilmente alla liturgia, primo compito del sacerdote: portare Cristo a Tutti. Ecco perché oggi vi parlo di questo Istituto.
La Chiesa, come luogo dell’incontro della comunità, è la “Casa” dove si celebra e si custodisce l’Eucarestia, presenza reale di Cristo ed è l’ambiente più sacro in mezzo alle nostre case, pertanto il decoro delle nostre chiese non deve essere messo in secondo piano. La carità per i poveri, l’attenzione ai più fragili, la catechesi, l’evangelizzazione realtà che l’Istituto delle Giuseppine segue con molte case in tutto il mondo. Quindi tutto è importante ma senza dimenticare l’amore per la nostra chiesa, per l’altare, per l’Eucarestia.
Nella Chiesa, a tal riguardo, sono nate delle congregazioni, delle associazioni, dei movimenti che curano insime a mille proposte e attività anche la bellezza della liturgia, nelle sue strutture, nei suoi lini e paramenti, nei suoi arredi non per vanità ma per decoro e devozione, per missione. Penso in questo momento alle congregazioni femminili che hanno la cura della chiesa, della liturgia e dei sacerdoti e l’istituto delle sorlle di Rivalba hanno questo carisma, pertanto voglio soffermarmi su questo Istituto religioso di cui pochi conoscono l’esistenza, il loro impegno e il loro lavoro, appunto come poc’anzi citavo, le Figlie di san Giuseppe di Rivalba.
I sacerdoti le conoscono bene, sono le suore che ci forniscono le ostie e il vino per la santa Messa, che curano i nostri paramenti e i lini dell’altre, ma al di là di questo umile ma prezioso e insostituibile servizio, il fondatore, don Clemente Marchisio, fonda questa congregazione proprio per l’amore all’Eucarestia. Scrivono nel loro sito: “La Figlia di San Giuseppe, esprime nel suo quotidiano, una specifica somiglianza con il Dio dell’Eucaristia, modellando la sua propria esistenza per essere come Lui. Prolungare la vita di Gesù attraverso il dono della sua vita in totale umiltà, disponibilità, oblatività offerta al Padre per i fratelli. Risuonano le parole di San Paolo: Vi esorto…ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale (Rom 12,1). “Lo spirito che anima la Congregazione e ne determina la fisionomia in seno alla Chiesa, è spirito di fede, di amore, di sacrificio e di servizio a Gesù Sacramentato.” (Cost n° 3). Le Figlie di San Giuseppe consacrano la loro vita al culto del mistero eucaristico e non tralasciano, là dove sono presenti, nessuna occasione per manifestare la propria fede ed il proprio amore per Gesù Sacramentato. Dall’Eucaristia celebrata all’Eucaristia vissuta, si trovano la motivazione ed il punto di convergenza per consolidare i vincoli di fraternità e di comunione e formare un solo cuore. Questo è il segreto per garantire la fecondità di ogni azione che la religiosa è chiamata a compiere. Così continuiamo a compiere il desiderio del padre Fondatore di amare e far amare, onorare e far onorare, servir e far servire Dio nel Sacramento dell’altare”. (cfr. figliedisangiuseppedirivalba)
La vita di questo fondatore e la fondazione di questa congregazione ci aprono all’amore per l’Eucarestia, centro della vita della comunità e oggi nel parlare di loro voglio rivolgere un grazie per il servizio nascosto e silenzioso che svolgono nel tenere ordinato tutto ciò che serve per la celebrazione Eucaristica, il momento culmine e fondamentale della vita cristiana.
Dicono sempre di don Clemente: “La sua vita è stata una Messa, vissuta ogni istante, senza darsi tregua”. Facciamo tesoro di questo messaggio e attraverso la partecipazione assiduo alla S. Messa aiutati anche dal decoro della celebrazione, affidiamole al Signore per l’opera silenziosa e nascosta che compiono ogni giorno. Facciamo della S. Messa il vero scopo fondante di tutte le nostre scelte e azioni. Il decoro della celebrazione Eucaristica non è solo un atto esteriore è l’anima di una spiritualità, di una sensibilità, di un servizio, di una carità verso i fratelli. Vistate il loro sito, conoscetele meglio, pregate per le vocazioni, per il loro istituto e lasciatevi ispirare nella dolcezza che il loro amore porta nel loro servizio.
@unavoce – foto: fonte







