L’immagine raffigura un’icona bizantina della Parabola delle dieci vergini che mostra le cinque vergini sagge con le lampade accese pronte ad entrare e le cinque stolte rimaste fuori con lo sposo (Cristo) all’interno della porta chiusa.
Liturgia della Parola
Messaggio per la 76ª Giornata Nazionale del Ringraziamento che si celebrerà il prossimo 8 novembre sul tema: “Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese”
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
“Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo”. (Mt 25,1)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “L’anno liturgico inizia a volgere verso la sua conclusione, e anche il testo evangelico ci orienta al termine del Vangelo di san Matteo. La parabola delle dieci vergini, che ci guida in questa trentaduesima domenica del tempo ordinario, apre il capitolo finale della narrazione matteana prima di passare a descrivere, come uso nei Vangeli, la passione, morte e resurrezione di Gesù. È una parabola che vogliamo leggere tenendo a mente un altro testo ascoltato qualche domenica fa, quello degli invitati alle nozze e dell’invitato privo dell’abito nuziale (Mt 22,1-14). Torna il tema dell’invito a nozze, ma soprattutto emerge la stessa urgenza: il farsi trovare pronti. Ancora una volta Gesù ci avverte che non basta essere stati invitati alle nozze, non è sufficiente avere risposto con entusiasmo alla sua chiamata, ma occorre vivere correttamente e fruttuosamente il nostro tempo. Insomma bisogna rimanere fedeli anche quando sembra che il Signore non venga e non scoraggiarsi se l’attesa ci sembra senza senso. Il comportamento delle cinque vergini sagge ci aiuta a capire cosa significa la vigilanza. Ma vogliamo aggiungere a questo loro insegnamento anche quello che ci deriva dalla prima lettura. Scopriamo allora che il vigilare può essere visto come il cercare costantemente la sapienza per poi vivere di essa. La sapienza «previene coloro che la desiderano» (v. 13), prima ancora che noi la troviamo essa ci attende seduta alla sua porta (cf. v. 14) e soprattutto deve diventare una presenza stabile nel nostro quotidiano perché operi nei nostri progetti (cf. v. 16). Ecco allora un modo concreto di vigilare, che altro non è se non essere pronti con le lampade accese, piene di quell’olio della sapienza che ci consente di incontrare il nostro Signore al suo arrivo, la Sapienza impersonificata”.









