Memoria e Profezia

 

La scelta del tema che accompagna l’anno centenario della Chiesa Castrense ci porta a riflettere sui due termini che ripercorrono il solco di questi cento anni di vita di una presenza di Chiesa tra le Forze Armate, una presenza che da servizio di Chiesa si è fatta una Chiesa di servizio per una porzione del popolo di Dio che veste l’uniforme.

“L’espressione “fare memoria” indica l’atto di conservare il ricordo del passato in modo attivo e critico, non come semplice nostalgia ma come strumento per comprendere il presente e orientare le proprie azioni future. Il concetto si articola in tre significati principali: Non si limita a immagazzinare un’informazione, ma spinge all’empatia e alla responsabilità sociale. Significa anche dialogare con le storie vissute, traendone insegnamenti per evitare gli errori del passato e costruire il futuro.  Infine significa mantenere vive le proprie radici – siano esse storiche, culturali o familiari – per dare un senso al proprio percorso individuale e collettivo”. (cfr. AA.VV.)

“Una profezia invece è un messaggio ispirato o una rivelazione, spesso considerato di origine divina, che viene trasmesso da un profeta. Sebbene sia comunemente associata alla predizione di eventi futuri, la profezia può anche consistere nell’annuncio di comandi, insegnamenti morali o giudizi legati al presente. Nella tradizioni religiose (come in quella biblica), il profeta funge da mediatore tra il divino e l’umano. Messaggi divini venivano spesso comunicati attraverso sogni, visioni o l’ispirazione diretta dello Spirito Santo. Molti messaggi profetici non servivano a svelare il futuro, quanto a denunciare comportamenti errati nel presente, offrendo la possibilità di redenzione o descrivendo le conseguenze di determinate azioni”. (cfr.AA.VV.)

L’Ordinario Militare che ha scelto questo tema con queste ispirazioni per la celebrazione giubilare e così si esprime: “La ricorrenza del centenario rappresenta un tempo privilegiato di ringraziamento al Signore per il cammino compiuto, nonché un’occasione significativa per rinnovare insieme la consapevolezza della missione affidata alla Chiesa Castrense”. (cfr. Mons. G.F. Saba Ordinario Militare per l’Italia) “Egli ravvivi in noi la vita nuova, soprattutto in quest’anno nel quale l’Ordinariato Militare vive il suo primo centenario col desiderio di guardare al passato per cogliere quanto la grazia di Dio ha seminato nel cuore di tutti e di ciascuno, e per metterci in ascolto di ciò che lo Spirito Santo suscita a ciascuno di noi per affrontare in stile profetico i tempi che abbiamo davanti”. (cfr. Mons. G.F. Saba Ordinario Militare per l’Italia)

Ora, alla luce di queste semplici riflessioni, questo evento che segna il tempo e la storia di una porzione di Chiesa, diventa occasione per ringraziare Dio dei doni ricevuti, doni di santi Cappellani e santi Militari che in questi cento anni hanno servito la vita, la pace, la Patria e nello stesso tempo ascoltare con il cuore il vento leggero dello Spirito Santo che ci apre a uno sguardo al futuro, ricchi dell’esperienza passata per rinnovarci e proseguire il cammino di servizio e presenza, di educazione e testimonianza tra gli uomini e le donne delle Forze Armate come compagni di viaggio. Con questo spirito anche la nostra comunità cristiana dei militari, come proposta pastorale per questo anno 2026 – 2027, ha scelto lo slogan del centenario come cammino da compiere insieme uniti a tutta la Chiesa Castrense.

@unavoce

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