Il Signore ti chiama!

Cari giovani, la felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth, nascosto nell’Eucaristia. Solo lui dà pienezza di vita all’umanità! Con Maria, dite il vostro “sì” a quel Dio che intende donarsi a voi. (Papa Benedetto XVI)

 

Preti, c’è chi li vuole, c’è chi li critica e a chi non interessa nulla, chi vuole sminuire il Sacramento dell’Ordine o rifare il magistero … sta di fatto che pochi ragazzi chiedono di diventare sacerdoti. Perché non hanno fede? Non è questo il problema se di problema si vuole parlare ma credo più in una difficoltà a pensare ad una vita di rinunce, sui tempi di formazione, sul futuro della vita di servizio …

Parlare di preti oggi sembra essere più complesso, la gente pensa che siano persone che vivono su un altro pianeta, dei marziani, immuni da problemi e da necessità, altri che essendo persone come tutte parlano di una cosa e non vivono di quello che predicano … insomma da una parte o dall’altra il prete deve essere messo in mezzo e solitamente le cronache sottolineano gli errori e difficilmente il bene che compiono ogni giorno. Sarà per questo che non ci sono giovani disposti a seguire Dio e a mettersi a servizio della Sua Chiesa?

Sicuramente la Chiesa, quindi ogni prete, deve ricordarsi della sua vocazione e imparare a non dimenticare gli insegnamenti e il servizio per il quale si è donato e questo ci porta a non dimenticare l’importanza del dialogo e del continuo confronto con i superiori. Forse i vecchi sacerdoti perché formati su un determinato stile guardano ai giovani che scalpitano, ma se da una parte la vita della parrocchia sembra umiliare le potenzialità del sacerdote, dall’altra forse c’è la ricerca di una esigenza di emergere e lo vediamo un po’ anche dai tanti preti sui social che pur con la buona intenzione di evangelizzare alcuni si rendono ridicoli e altri pensano di essere i salvatori della news-pastorale. Credo che tutti, ognuno secondo le proprie capacità, può o potrebbe essere strumento utile per il Signore, importante è non pensare di essere noi i salvatori. Serve il giovane che sa porsi nei modi nuovi, come quello più attempato che ricorda la sacralità, non che il giovane l’abbia dimenticata ma con la preoccupazione di evangelizzare si rischia di banalizzare o viceversa, gli altri dimenticano che il popolo santo di Dio vive nel mondo e parlano in modo astratto dimenticando che noi dobbiamo essere dei “trade-union” tra il mondo e Dio.

Quindi non si tratta di sposare una causa o l’altra, uno stile o l’altro, ma di ricordare che il vangelo e Cristo sono lo scopo della nostra vita e che lo stile di come viviamo e di come ci comportiamo avrà influenza sul popolo di Dio. A chi piace il prete in palestra e a chi lo critica e così a chi porta l’abito o no ecc. Penso che ogni persona nella sua vita per il ruolo che riveste abbia una dignità e un modo di porsi per rispetto del servizio che offre. Dal dirigente all’operaio, dall’insegnate all’infermiere … e potremmo continuare. La dignità non è quesitone di essere più di altri ma di dare importanza e rilievo a quello che siamo e a quello che facciamo.

Ora, giovane amico che leggi, qual è il motivo per cui fatichi a rispondere a Dio donando la tua vita a servizio della Chiesa? La Chiesa? La fede? Le rinunce? … lo stile di vita? … Dio si e la Chiesa no? Caro amico la vocazione è un’esperienza personale di amicizia e incontro con Dio che è difficile da spiegare ma che senti dentro come unica strada, unica necessità nonostante le nostre singole umanità, i nostri limiti e caratteristiche e che dovranno essere guidate e seguite nella formazione e dopo nel cammino della vita come in ogni scelta di vita. Non che chi si sposa, compiuto l’atto tutto va bene, ogni giorno si cresce si cade ci si rialza… Uno potrebbe dirmi: non fare scelte? ma necessariamente ne dovremo fare, il lavoro, dove andare, come occupare il tempo, come vivere la nostra umanità … Allora fermati, pensaci rifletti se è solo un aspetto che ti blocca, confrontati con un sacerdote ma soprattutto mettiti in ascolto di Dio. Come? sapendoti stupire e accorgere di quello che ti circonda, ricorda però che Dio si farà presente in modi inaspettati, tu crea degli spazi nella tua vita di ascolto di osservazione di riflessione di svago … che ti permettano di guardarti dentro e anche se non ti paci lascia fare al Signore, sii solo attento e non aver paura, il Signore quando chiama non abbandona mai. Non essere prevenuto, sei intelligente capisci bene, fidati del Signore.

Se hai bisogno se vuoi confrontarti chiedi al tuo Cappellano al sacerdote amico oppure rivolgiti ai sacerdoti del nostro Seminario, Scuola Allievi Cappellani “San Giovanni XXIII”.

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@unavoce – foto: fonte

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