Per ricominciare
Troppo spesso vediamo la pace, la serenità, l’armonia messa in discussione o addirittura persa, lo vediamo nelle famiglie, nei rapporti marito e moglie, nei posti di lavoro, nella politica, tra gli amici e anche nelle nostre comunità. Perdere la pace il più delle volte per motivi futili, o d’interesse personale e non beneficio della vita comune, qualunque essa sia. Le coppie che litigano e non trovano il bandolo della situazione e quindi si allontanano uno dall’altro con mille scuse dimenticando impegni e respirabilità soprattutto se ci sono figli con la giustificazione, meglio separati che litigiosi e questo poi non solo si ripercuote sui figli ma anche nel lavoro, nelle amicizie e anche nelle nostre chiese. Tutti pensiamo di aver ragione, tutti pensiamo che siano gli altri ad essersi comportati male, tutti pensiamo che siano gli altri a sbagliare e che solo noi abbiamo la verità in tasca e quindi ci allontaniamo dalla famiglia, cambiamo lavoro, non frequentiamo più la parrocchia, ci allontaniamo dagli amici, ci allontaniamo dall’impegno pubblico …
A tutti noi manca nel profondo del nostro cuore l’atteggiamento del perdono, che non significa far finta di nulla o non dire le cose come stanno secondo il nostro punto di vita ma avere in animo di saper lasciar andare per riprendere il cammino, di poter avere opinioni differenti senza per questo dividersi e allontanarsi.
Ora vediamo questo nelle guerre, chi ha subito uccisioni, violenza, distruzione e perdonare sembra impossibile ma se per loro, che hanno subito tali disastri, rimarrà l’unica via per tornare al dialogo e alla pace, cosa possiamo dire noi? Perché ci allontaniamo, non perdoniamo …? Facciamo finta ma dentro rimane il risentimento, il rancore che ci porta a parlare male a criticare a vedere sempre il bicchier mezzo vuoto a non rimettersi in gioco.
La pace è un atteggiamento dell’anima e accettarsi e accettare, dialogare è fare un passo indierò è la strada per comprendere che ci sono dei valori che vanno al di là di noi. Sto bene io tutto il resto non m’interessa, questa non è vita, non e capacità di vivere insieme, neppure con le scuse di perbenismo di cui ci rivestiamo o di convincersi che sia meglio così. Ognuno ha delle responsabilità alle quali non può sottrassi perché le cose non vanno come vorrebbe, l’unica via è affrontare i problemi e trovare dei compromessi che riportino alla vita comune, all’amore all’accoglienza, al rispetto reciproco, partendo dalle cose che ci uniscono e non sottolineando solo quelle che ci dividono.
Risentimento, vendetta, rabbia, maldicenza non ci devono appartenere, ma dobbiamo riprendere il controllo della vita, non abbandonando ma rimboccandosi le maniche.
Oggi troppo spesso e con troppa facilità quando le cose non vanno bene si va via, si scappa, si volta pagina, questa non è la vita e la lamentela non serve a migliorare ma solo a giustificare la nostra pigrizia mentale, di ragione e anche di fede. Rimettiti in gioco, rileggi il vangelo e fermati a riflettere su cosa ci ha insegnato e quale esempio ci ha dato Gesù. Solo l’amore potrà disarmare le parole, i cuori e le mani.
@unavoce – foto: fonte







