Primo Sinodo

da un “servizio di Chiesa” ad una “Chiesa di servizio”

“il mondo militare, nel passato come nel presente, si presenta spesso come veicolo di evangelizzazione e luogo privilegiato per raggiungere le vette della santità: penso ai Centurioni del Vangelo, penso ai primi soldati martiri ed a quanti nel corso della storia, servendo un sovrano terreno, hanno imparato a diventare soldati e testimoni dell’unico Signore, Gesù Cristo. (cfr. San Giovanni Paolo II)

 

Quest’anno, appena iniziato, ricorderà non solo il centenario della Chiesa Castrense ma anche i trent’anni dal Primo Sinodo Ordinario della Chiesa Castrense era il 25 ottobre del 1996 quando l’Ordinario Militare di allora l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Mani, indisse il primo sinodo eravamo ad Assisi sulla tomba di San Francesco, unico nel suo genere per le chiese castrensi e conclusosi il 6 maggio del 1999 sulla tomba di San Pietro. Un avvenimento storico che vale la pena ricordare e far conoscere. Da quel lavoro peculiare minuzioso e preciso scaturirono i documenti del Sinodo che orientarono il nostro servizio e ancora guidano la nostra presenza e il nostro servizio. Cambiano le forme le parole gli approcci ma rimane la sostanza di una presenza costante e integrata per assicurare a questa porzione del Popolo di Dio un’assistenza spirituale a una categoria di persone che svolge un servizio peculiare e rischioso.

“Con la Costituzione Apostolica Spirituali Militum Curae del 1986, il papa Giovanni Paolo II ha giuridicamente assimilato la realtà ecclesiale militare a quella delle diocesi, compiendo un significativo passaggio da un “servizio di Chiesa” ad una “Chiesa di servizio”. Questa nuova realtà della nostra Chiesa consiste nell’essere una peculiare circoscrizione ecclesiastica (cfr. Cfr. Giovanni Paolo II, Spirituali Militum Curae,1) comprendente ogni realtà militare: luoghi, persone, familiari conviventi. Perciò, anche a motivo dei membri che lo compongono, l’Ordinariato Militare si può definire: Chiesa particolare, territoriale, personale…

La denominazione “Chiesa Ordinariato Militare” esprime la sua natura teologica: Chiesa particolare, nella quale è realmente presente la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica; Ordinariato, la sua struttura organizzativa; Militare, la sua specificità. La Chiesa Ordinariato Militare ha coscienza di realizzare la propria vocazione vivendo nella comunione e compiendo integralmente la missione a lei affidata da Cristo. Particolare privilegio e segno d’attenzione della Chiesa universale verso i militari è il fatto che ciò che costituisce un battezzato membro della Chiesa Ordinariato Militare non è tanto l’abitare in un determinato territorio, quanto l’essere chiamato ad un particolare servizio. La Chiesa Ordinariato Militare è articolata in Zone Pastorali e in comunità parrocchiali. Queste ultime comprendono ogni realtà militare fornita di quelle strutture logistiche indispensabili per una vita ecclesiale e guidata da un cappellano militare con funzione di parroco. Questa Chiesa, per il particolare ministero che rende e che fortemente la caratterizza, può a maggior ragione essere denominata quale “Chiesa tutta ministeriale”, cioè tutta “diaconia” verso quei giovani che dalle varie Chiese e da ogni parte d’Italia giungono nelle caserme. Servizio primario che la Chiesa rende al mondo militare è quello di armonizzare il rapporto tra la fedeltà alla legge di Dio e la fedeltà alle giuste leggi degli uomini; tra il Vangelo della vita e l’adempimento del proprio dovere a difesa della vita, correndo il rischio di uccidere o di essere uccisi; tra il perdono e la pena necessaria per ristabilire la giustizia lesa. Per questo difficile ministero e nella totale fedeltà al Vangelo, la nostra Chiesa si impegna ad essere sale, luce e lievito … prosegui nella lettura

Tre anni di lavori che si sono conclusi solennemente in san Pietro con la presenza di Papa Giovanni Paolo II che così nel suo discorso si rivolse: “La provvidenziale spinta al sano aggiornamento impressa dal Concilio Ecumenico Vaticano II, grazie all’azione sapiente e generosa degli Ordinari Militari e dei Cappellani, ha trovato pronta accoglienza tra il popolo cristiano militare, suscitando nuova coscienza di Chiesa e rinnovato impegno soprattutto tra i fedeli laici. Si è passati così da un “servizio di Chiesa” offerto ai militari, ad una “Chiesa di servizio”, radunata tra quanti nel mondo militare sono chiamati ad esercitare il loro sacerdozio battesimale operando per la convivenza pacifica tra gli uomini, in unione a coloro che col sacrificio della vita hanno reso la suprema testimonianza di amore”. (cfr. Papa Giovanni Paolo II)

Con questo invito ricordiamo questo evento, preghiamo per questa porzione di Chiesa e per chi ne è parte e per chi la serve.

@unavoce – foto@unavoce: logo del sinodo

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