come una Cattedrale
Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità. (1 Cor16, 13 – 14)
Anche se questo sito è nato con l’intento di servire le comunità affidate al cappellano queste pagine virtuali vogliono oltre che informare e unire la comunità sparsa sul territorio anche formare attraverso piccoli e semplici spunti di riflessione a chi s’imbatte in queste pagine che siano della comunità o meno e invitare con esse a sentirsi parte della Chiesa non solo quella castrense ma quella Universale alla quale tutti apparteniamo e serviamo. Pertanto alcune pagine e articoli o semplici chiacchierate ad alta voce sono rivolte a me sacerdote e a chi come me condivide questo servizio in questa specifica porzione di chiesa e ai confratelli che attraverso il loro ministero servono Cristo e la sua Chiesa alla luce degli insegnanti che il pontefice indica per camminare insieme e uniti attraverso i singoli pastori e apostoli che guidano le particolari Chiese sul territorio.
Di recente il santo padre ha inviato una lettera “ai circa 1500 preti partecipanti all’Assemblea presbiterale in corso a Madrid. Il Pontefice riflette sulla figura e sul ruolo del sacerdote in un’epoca in cui “la fede è strumentalizzata e banalizzata” ma si registra un rinnovato senso di “inquietudine”. Esorta a esercitare il ministero nella fraternità e nel servizio al prossimo, senza protagonismi, indicando Dio ma non “usurpandone il posto”. Celibato, povertà e obbedienza, afferma il Papa, non sono “negazione della vita”. (cfr. VaticanNews)
Credo che, se pur destinate a quella specifica assemblea, parlando a dei sacerdoti le sue parole possano essere beneficio di riflessione per tutti i sacrerdoti e condividere qualche espressione e rinviare alla lettura integrale del testo possa servirci per rinnovarci nella nostra vocazione e nel nostro specifico servizio e offrirci un sostegno di preghiera reciproco invitando così anche le nostre comunità a pregare per i suoi sacerdoti e per quei giovani che stanno rispondendo preparandosi sulla via del sacerdozio.
Nessuno è arrivato indipendentemente dall’età e dal ruolo tutti, abbiamo bisogno di non perdere mai di vista l’obiettivo della nostra vocazione amare Cristo e servire la Sua Chiesa da qui parte l’azione missionaria di evangelizzazione ministeriale di presenza tra i fedeli che ci vengono affidati.
Ha ribadito l’importanza della fraternità e dell’unità, la difficoltà del nostro ministero in un mondo che banalizza la religione e la fede, le inquietudini soprattutto dei giovani nella ricerca di un benessere sfrenato senza obiettivi se non quelli dell’individualismo, suggerendoci di riproporre quella che è la tradizione bimillenaria della Chiesa senza inventarci nulla se non un linguaggio che sia comprensibile ma senza modificare il cuore del messaggio cristiano banalizzandolo e ripercorre questi elementi con un immagine plastica che ci aiuta a comprendere il messaggio pontificio: “Già la facciata è la prima a mostrarsi ma non rivela tutto: “Indica, suggerisce, invita”. Allo stesso modo, “il sacerdote non vive per mettersi in mostra, ma nemmeno per nascondersi. La sua vita è chiamata a essere visibile, coerente e riconoscibile, anche se non sempre viene compresa”. E sempre la facciata “non esiste per sé stessa” ma “conduce all’interno”. Ugualmente “il sacerdote non è mai fine a sé stesso. Tutta la sua vita è chiamata a indicare Dio e ad accompagnare il cammino verso il Mistero, senza usurpare il Suo posto”. Poi c’è la soglia che “segna un passaggio, una separazione necessaria”: “Prima di entrare, qualcosa rimane fuori. Anche il sacerdozio si vive in questo modo: essere nel mondo, ma non del mondo”. A questo bivio si trovano il celibato, la povertà e l’obbedienza; non come negazione della vita, ma come modo concreto in cui il sacerdote può appartenere interamente a Dio continuando a camminare tra gli uomini …”. (cfr. VaticanNews)
Diventando la Chiesa e il nostro fedele e ubbidente servizio in essa casa comune per tutti capace di accogliere e proteggere, capace di essere sorgente di fede e canale di trasmissione, sostenendoci gli uni gli altri attraverso un cammino personale e comunitario alla santità: “Siate adoratori, persone di profonda preghiera” e “insegnate al popolo a fare lo stesso”. Possano le sue parole e il suo invito aiutarci a rimare saldi nella fede”. (cfr. Papa leone XIV)
@unavoce – foto: fonte







