Che ci lega

 

In questo anno in cui la Chiesa Castrense celebra il suo centenario, una curiosità legata al nostro Santo Patrono.

Ogni giorni a mezzogiorno si sentono risuonare dai campanili delle chiese delle nostre città e dei nostri paesi il suono delle campane. Non ti sei mai chiesto il perché?

Il suono delle campane a mezzogiorno ha radici storiche profonde, legandosi principalmente alla preghiera dell’Angelus. Sebbene oggi sia un segno distintivo del mezzogiorno, storicamente la consuetudine è stata consolidata per celebrare vittorie cristiane contro l’Impero Ottomano, in particolare dopo la battaglia di Belgrado del 1456 o la vittoria di Lepanto del 1571. 

L’Assedio di Belgrado (1456) e la Battaglia di Lepanto (1571) sono connessi strategicamente e storicamente come due dei più significativi momenti di arresto dell’espansione dell’Impero Ottomano in Europa. Rappresentano rispettivamente la difesa terrestre e navale della cristianità contro l’avanzata turca.

Nel 1453 gli Ottomani avevano conquistato Costantinopoli, ponendo fine alliImpero romando d’Oriente. Appena due anni dopo il sultano Maometto II pianificò l’invasione dell’Ungheria. Risalendo i Balcani, la prima città del territorio ungherese era Nándorfehérvár sul Danubio (l’attuale Belgrado), capitale della Serbia. Gli ottomani la posero sotto assedio (1456). Il pontefice ordinò la costruzione di una campana di mezzogiorno per invitare alla preghiera i fedeli cristiani. La città, difesa dall’ungherese Giovanni Hunyadi e dall’abruzzese Giovanni da Fra Capestrano, riuscì a rompere l’assedio.

Qui una parentesi su san Giovanni da Capestrano definito l’ “Apostolo dell’Europa unita”.

“Nel 1453 cade la Capitale dell’Impero romano d’Oriente, Costantinopoli. Il senso di minaccia alla cristianità incombe a causa dell’inarrestabile avanzata dell’Islam e dei Turchi: per molti inizia a essere una preoccupazione forte e concreta. Giovanni, su incarico di Papa Niccolò V, si trova in Austria con 12 compagni per evangelizzare le terre europee più trascurate e combattere le eresie diffuse, ma presto tutto questo passa in secondo piano. In totale dedizione alla causa del Vangelo, inizia a viaggiare per l’Europa centrale nel tentativo di reclutare uomini. Grande risposta avrà tra le popolazioni ungheresi, le più esposte alle minacce dei Turchi. A capo di un esercito di cinquemila uomini si mette quindi in cammino verso Belgrado: lo scopo è rompere l’assedio della città operato dalla flotta fluviale capitanata da Maometto II. Una settimana dopo arriva anche la vittoria terrestre, che trasforma l’anziano frate in un generale vittorioso. Sulla via del ritorno, però, prostrato dalle fatiche e avendo contratto la peste, Giovanni muore nel convento di Ilok, nell’attuale Croazia, il 23 ottobre 1456. Canonizzato da Alessandro VII nel 1690, dal 1984 è patrono dei cappellani militari”. (cfr. VaticanNews)

La storia a volte si ripete e le paure di ieri sono i disagi anche di oggi nella vecchia Europa e nel vicino e medio Oriente, il mondo è ancora in subbuglio per i strapoteri di alcuni e per le logiche economiche di altri … e ancora una volta è a rischio la pace e la libertà e se le premesse storiche non sono, grazie a Dio, quelli di ieri, oggi non manchiamo però ancora di giudizio lucido per una convivenza pacifica e se fu un momento molto difficile della storia dell’Europa di quel tempo e lo sparuto e improvvisato esercito contro ogni previsione vinse contro gli Ottomani e Maometto II che ferito si ritirò e il Papa Callisto III celebrò la vittoria istituendo la festa della Trasfigurazione il 6 agosto ordinando il suono delle campane a mezzogiorno, tradizione tuttora in uso, forse potremmo ricordare quei fatti e a mezzo giorno quando sentiamo suonare le campane elevarne lo sguardo al cielo e innovare con la nostra preghiera la pace nel mondo, la lucidità nei cuori di chi ci governa invocando, per intercessione della Vergine Maria “Regina del Cielo” e san Giovanni da Capestrano Patrono dei Cappellani Militari di tutto il mondo, la pace.

La preghiera che i cappellani militari:

O glorioso San Giovanni, uomo di Dio e della Chiesa, animatore di schiere audaci,
noi Cappellani militari delle Forze armate di Terra, di Cielo e di Mare
ti preghiamo con lo stesso ardore che avesti tu quando invocavi il Signore
a guidare i tuoi uomini alla salvaguardia della cristiana civiltà.
Anche noi, per dovere sacro a Dio e alla Patria,
siamo chiamati a sostenere le nuove generazioni nella ricerca e nella difesa dei supremi valori della giustizia e della pace.
Insegnaci ad amare i nostri soldati come tu li amavi, a sentirli vicini più che fratelli, a capirli nelle loro aspirazioni umane e spirituali.
Aiutaci a portare nel cuore delle nostre unità la stessa passione di fede e l’integrità della nostra testimonianza.
Questo ci chiedono i nostri uomini d’arme e questo dobbiamo porgere loro.
A te, perciò, o celeste nostro Patrono, noi ricorriamo; da te, o apostolo serafico, noi impetriamo e per i tuoi meriti aspettiamo i Doni dello Spirito.
Amen

@unavoce

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