e Cappellani
“Quando parliamo del Sacerdozio e ne diamo testimonianza, dobbiamo farlo con grande umiltà, consapevoli che Dio ‘ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia’. Contemporaneamente ci rendiamo conto che le parole umane non sono in grado di reggere il peso del mistero che il sacerdozio porta in sé”. (cfr. Sinodo O.M.)
Il Cappellano lo si associa al prete ovviamente e il termine arriva dalla parola che definisce la chiesa, la struttura: “cappellania” piuttosto che parrocchia o altro, ma il Cappellano non è solo un prete ma definisce un servizio specifico rivolto a una categoria specifica di fedeli e per questo motivo ha una carica e una preparazione umana specifica per le persone a cui è affidato. Così Il Cappellano Militare come quello degli ospedali o delle carceri o di altre istituzioni o categorie ha una formazione specifica al servizio a cui è chiamato.
Il nostro servizio come cappellani militari è rivolto ai militari di ogni grado e ordine e alle loro famiglie. Una porzione di società che richiede un’attenzione, un servizio particolare viste le caratteristiche di questi fedeli che indossano la divisa. Così la Chiesa che da sempre è attenta a tutti i suoi fedeli attraverso la Costituzione “Spirituali Militum Curare” ha definito questo servizio raccogliendo questi sacerdoti cappellani sotto un’unica organizzazione assimilata alle diocesi territoriali. Un Vescovo la guida e coordina i cappellani dislocati su tutto il territorio nazionale e nelle missioni internazionali dove si trovano i nostri militari.
Comprendete allora che la formazione di questi sacerdoti deve essere specifica per le caratteristiche dell’impiego dei propri fedeli soggetti a continui trasferimenti e ad una vita di addestramento e di impiego rischiosi. La nostra presenza accanto e con loro in ogni ambito del loro vivere privato e di servizio diventano lo specifico della nostra presenza, non solo come compagni di viaggio ma come fratelli maggiori che condividono le stesse attività e impegni. Un compito di affiancamento e di supporto a livello umano oltre che spirituale non solo per i cristiani e cattolici ma per ogni fede e religione che questi frequentano. Un’assistenza alla loro vita personale per una maggiore tranquillità avendo la vita privata curate assistita.
Così si legge nel documento del Sinodo della nostra Chiesa Castrense al capitolo: “Il Cappellano Militare” del quale ti riporto un passaggio rimandanti alla lettura integrale: “Il cappellano militare è così denominato per la sua condizione di sacerdote cattolico che, fornito delle necessarie qualità per svolgere proficuamente questa speciale missione pastorale all’interno della realtà militare, esercita il suo ministero in forma stabile sotto la giurisdizione dell’Arcivescovo Ordinario Militare …
L’aggettivo “militare” che caratterizza questo particolare ministero sacerdotale è assunto e condiviso lealmente, affinché la Chiesa possa portare il gioioso annuncio del Vangelo all’interno della stessa realtà militare. Il cappellano sappia che in questo modo egli incarna la mediazione di Cristo Pastore nelle istituzioni e nella vita di questi cristiani, uomini in armi … La condizione di cappellano militare richiede particolari qualità: disposizione ad una pastorale autentica ma adeguata allo stile della vita militare, dinamico e operativo; piena disponibilità all’accoglienza e alla ricerca dei più lontani ed in difficoltà; condivisione piena del tempo e dei disagi nella complessità della vita militare; giovinezza di spirito, anche se in età matura, per questo ambiente costituito soprattutto di giovani; stabilità e maturità affettiva e psicologica, necessarie per superare solitudine e scoraggiamento; trasparenza di vita, autenticità evangelica e sacerdotale; grande intimità con Dio e passione per il Vangelo”. (cfr. Sinodo O.M.)
Un servizio come ben comprendete che non è adatto a tutti ed ecco il motivo per cui sono i superiori ad inviarti, così come loro decidono del tuo servizio in una realtà piuttosto che in un’altra, avendo il dovere del governo di una porzione di chiesa. La mia esperienza nasce da questa obbedienza, in quell’anno il mio superiore mi inviò a questo servizio e altri mie confratelli in missione o a frequentare gli studi di perfezionamento, oppure in alcuni casi può essere anche il soggetto a chiedere ma sempre con la verifica da parte dei superiori per il tipo servizio che si va a svolgere.
Ora, detto questo per far comprendere le caratteristiche e le specifiche di questi sacerdoti, l’invito è alla preghiera per loro affinché sappiano sempre assolvere al loro ministero così come la Chiesa si aspetta.
@unavoce







