Nicolò Semitecolo, La Santissima Trinità

 Liturgia della Parola

V di Pasqua

 

 

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

V DOMENICA di PASQUA

«Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. (Gv 14, 8-9)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il Vangelo di questa quinta domenica di Pasqua lo possiamo vedere come un elogio del mistero dell’Incarnazione. Gesù con poche e semplici parole ci dice chi realmente egli sia. Grazie alla sua rivelazione sappiamo che le sue parole e le sue azioni ci rimandano al Padre. Vedere e ascoltare Gesù significa vedere e ascoltare il Padre. Inoltre Gesù si definisce allo stesso tempo la via, la verità e la vita. Un “trittico” che va letto insieme per non sminuire l’importanza di queste parole.  Proprio sul suo essere “via” occorre fare una precisazione. Normalmente la via definisce quel percorso o quell’itinerario che dobbiamo compiere per raggiungere una meta. In Gesù questo concetto va allargato e non frainteso. Egli è la via che certamente conduce al Padre, ma non è semplicemente uno strumento che porta alla salvezza: è la salvezza stessa. L’itinerario della vita cristiana è un percorso speciale in quanto se percorriamo questa via, che è Cristo e il suo messaggio, ci apriamo all’infinito e il traguardo, in questa singolare accezione, coincide con la strada stessa, non solo con quello che troviamo al suo termine. È un concetto che vuole indicare la forza e la dinamicità della vita cristiana, un itinerario che ci conduce sempre più in alto, che non ci fa chiudere in noi stessi, ma ci fa aprire al dono di noi stessi. Infine il Vangelo di oggi ci insegna che il ritorno di Gesù al Padre dopo la Pasqua non va visto come un congedo del Maestro dai suoi discepoli, ma come un inaugurare quella via, fatta di amore e di donazione, che se noi la sappiamo ripercorrere ci può ricondurre al Padre, e così incontrare il Figlio. Da qui l’invito a vivere e a imitare i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù, unica via per incontrare autenticamente il Padre.

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