Ravenna, S. Apollinare in Classe, Trasfigurazione, San Apollinare
Liturgia della Parola
Giornata per la carità del Papa
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
“Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”. (Mt 10,37)
Meditando la PAROLA con don Luigi Maria Epicoco: “Amare di più Cristo non significa fare un torto a una madre, un padre, un figlio, un amico. Amare di più Cristo significa amare BENE queste persone lasciando che esse siano solo segno di Dio ma che non diventino mai “il dio della nostra vita”. Alcuni rapporti di bene diventano per noi come un carcere a causa proprio di questo primo posto che non lasciamo a Cristo, e così il giudizio di un padre o di una madre, o le aspettative di un figlio ci tolgono la pace, l’identità, la forza, le motivazioni più vere. Amare di più Cristo significa amare seriamente chi ci sta intorno ma nella prospettiva giusta. Per questo quando Gesù è Gesù, allora un padre può rimanere un padre, una madre, una madre, un figlio, un figlio … Come sono pericolose queste parole se non se ne comprende il senso più profondo. Simili richieste possono generare non credenti ma fanatici religiosi. Ma Gesù non ha nessuna intenzione di fomentare qualche fondamentalismo religioso, vuole invece riportare ogni cosa al suo fondamento più vero. È come se dicesse: “hai compreso che ti amo? E ti amo talmente tanto che sono io ad averti dato quel padre, quella madre, quel figlio, e chiunque altro ti voglia davvero bene. […]”. (cfr. d.L.M. Epicoco)
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