Miniatura che rappresenta il mese di luglio nelle Très Riches Heures du duc de Berry, I realizzata dai fratelli Limbourg (Herman, Paul e Jean), famosi miniatori fiamminghi tra il 1412 e il 1416 circa.

 

Liturgia della Parola

XVI Tempo Ordinario

OGGI: Colletta nazionale promossa dalla CEI in favore del popolo Venezuelano colpito dal trerremoto – le offerte raccolte durante la celebrazione saranno inviate alla Caritas.

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. (Mt. 13, 37-40)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il Vangelo di questa sedicesima domenica del tempo ordinario ci riporta, nella sua formula lunga, una buona parte del tredicesimo capitolo del Vangelo di san Matteo, quello che propone un discorso di Gesù in parabole. Siamo al centro di tutta l’opera di san Matteo e le parole di Gesù vengono pronunciate con uno scopo ben preciso: gli aderenti al regno che è stato proclamato dovranno vivere nel mondo assieme al male. Se vogliamo usare la spiegazione di Gesù dovremmo dire che i “figli del regno” convivono coi “figli del Maligno”. Ancora oggi per qualche discepolo di Cristo, forse troppo radicale, questa coabitazione è inaccettabile preferendo pensare ad una comunità formata solo da puri. Gesù invece ci invita ad avere pazienza. Sta a noi cercare il Regno di Dio in un campo dove Dio ha seminato il grano buono, ma nel quale cresce anche l’erba cattiva. Non illudiamoci: non c’è modo di liberarsi della zizzania. Il Signore sembra dirci che bisogna accettare di vivere nella storia con i suoi limiti e le sue difficoltà, ma è dentro questa storia che dobbiamo cercare di aspettare il Signore. È questa storia che grazie all’intervento di Dio è diventata storia di salvezza per tutti. Dobbiamo avere la forza di stare dentro situazioni anche pesanti, che esigono pazienza. Bisogna capire che occorre capacità di discernimento, critico certo, ma soprattutto misericordioso. Ma in primo luogo occorre la consapevolezza e l’onestà di guardare anche dentro di noi e chiederci se in noi cresce solo ed esclusivamente il grano buono o se esso è mescolato al male. La pazienza verso noi stessi significa accettare di essere imperfetti e adoperarsi per liberare in noi e da noi la zizzania. Solo se sperimentiamo questa misericordia la nostra maturazione potrà essere autentica e la nostra vita sarà non bruciata, ma riposta nel granaio di Dio (cf. v. 30)”.

 

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