La Chiesa i Cappellani
Nel solco del centenario, tra memoria e profezia
Era il 1959 quando Papa Giovanni XXIII ricevette l’Associazione nazionale Italia dei cappellani Militari in congedo le sue parole ancora guidano il cammino di questo servizio “Questo insegnamento che le guerre diedero al mondo, come il monito più severo, fa dei Cappellani Militari gli uomini della pace, che con la loro sola presenza portano serenità negli animi”. (cfr. vatican.va)
In tempi di sconvolgimento mondiale dove la guerra sembra sempre avere la meglio, dove la violenza, le ingiustizie, la migrazione, la sicurezza, la violenza nelle nostre città e quartieri … sembrano andare alla deriva, papa Giovanni XXIII ci indica la strada e Papa Leone XIV ci ricorda di lavorare sempre per la Pace “una Pace disarmata e disarmante”.
“L’azione del Cappellano Militare si svolge spesso nel silenzio, nei luoghi di pace e in quelli di conflitto, nei sedimi militari e nei contesti operativi, nelle cappelle e nelle tende da campo. È lì che la cura del gregge del Signore si manifesta attraverso la testimonianza della vita, l’annuncio del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia e dei Sacramenti, l’ascolto paziente e l’accompagnamento spirituale”. (cfr. vatican.va)
La nostra Chiesa Castrense porzione di quella universale che lavora e vive in mezzo ai militari celebra i primi 100 anni della sua storia, una storia che ha visto due guerre mondiali e dove anche molti cappellani hanno sacrificato la loro vita accanto ai loro soldati. L’Associazione Nazionale Cappellani Militari d’Italia, l’ente che riunisce i sacerdoti che hanno prestato assistenza spirituale alle Forze Armate raccoglie le memorie, i nomi e le storie di questi confratelli.
Ebbe a dire il nostro Ordinario Militare Mons. Gian Franco Saba in una intervista:
«Anche nei luoghi segnati dalla fatica la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo della speranza e della pace», e lo fa ricordando che «la guerra è sempre un male». I cappellani agiscono come «artigiani di pace che affinano l’arma della carità». Proprio per questo è stato scelto, come slogan per la ricorrenza, quello di “Inter Arma, Caritas”, perché «il centenario non vuole essere un’autocelebrazione, ma un’occasione di memoria, discernimento e gratitudine» per ricordare la missione di costruire ponti per portare «consolazione, speranza e coscienza morale nei contesti militari, specialmente in quelli più difficili e rischiosi». (cfr. famigliacristiana)
Così celebriamo la memoria e così guardiamo al futuro con la profezia nel curoe animati dalle parole di San Giovanni XXIII e di Papa Leone XIV: “Accostate sempre da sacerdoti i vostri fratelli. Essi da voi attendono anzitutto la luce dell’esempio e del sacrificio; chiedono conforto nelle prove, forza nella direzione delle loro anime, chiarezza e zelo nell’insegnamento. In una parola, sempre ed in tutto vogliono vedere in voi i ministri di Cristo, e i dispensatori dei misteri di Dio”. (cfr. vatican.va)
“L’azione del Cappellano Militare si svolge spesso nel silenzio, nei luoghi di pace e in quelli di conflitto, nei sedimi militari e nei contesti operativi, nelle cappelle e nelle tende da campo. È lì che la cura del gregge del Signore si manifesta attraverso la testimonianza della vita, l’annuncio del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia e dei Sacramenti, l’ascolto paziente e l’accompagnamento spirituale”. (cfr. vatican.va)
Con questo spirto proseguiamo il lavoro di costruire la pace nel cuore di chi la protegge.
@unavoce







