Sinodo e Centenario
La Chiesa Universale dal 2021 vive il Sinodo dei Vescovi sulla tema della Sinodalità. Ha passato diverse fasi di riflessione consultazione e programmazione e in questi giorni, la Segreteria generale ha pubblicato un sussidio per vescovi ed équipe sinodali per «fare memoria» del percorso vissuto e preparare le assemblee del 2027. Ogni diocesi scriverà poi una “Lettera alle Chiese” raccontandosi. Ora anche la nostra Chiesa castrense vive il sinodo e lo vive in questo anno del centenario con uno spirito rinnovato facendo memoria del passato con un sguardo profetico verso il futuro. Questo il tema scelto dal nostro Arcivescovo per celebrare questo anniversario nel solco della tradizione e con lo sguardo sinodale di dialogo ascolto collaborazione.
Il sussidio di cui vi accennavo poc’anzi ha il titolo: “Fare memoria” un documento che ha lo scopo di guidare le Chiese locali e i vescovi nella valutazione del cammino sinodale in vista dell’Assemblea del 2028, ci offre l’opportunità oggi di fermarci per qualche istante a rileggere un articolo che puoi aiutarci a comprendere e vivere meglio questo cammino di Chiesa tra “memoria e profezia”. Il testo della Segreteria del Sinodo chiede alle diocesi di esaminare i processi decisionali, la trasparenza e il coinvolgimento dei laici tramite la conversazione nello Spirito. Ed è quello che anche la nostra Chiesa Ordinariato Militare sta facendo e vivendo in questo anno. TI riporto alcuni passaggi di un articolo del nostro Ordinario Militare Mons. Saba apparso su l’Osservatore Romano:
“Memoria incarnata di una storia concreta, fatta di uomini e donne in divisa che, in cammino nella Chiesa, sostenuti e accompagnati dai loro Pastori, nei giorni luminosi della pace e in quelli drammatici della guerra, con sacrificio, coraggio e de dizione hanno contribuito alla crescita di questa società, a volte a costo della vita». In questo solco Leone XIV ha configurato l’itinerario commemorativo del centena rio dell’ordinariato militare per l’Italia, nell’udienza concessa sabato 7 marzo in Sala Clementina. Nel medesimo crinale la Chiesa castrense ha inteso rileggere il proprio cammino come occasione di discerni mento sul presente e di responsabilità per il futuro, ponendo in evidenza il valore di una memoria viva orientata a generare co scienza e profezia. Consapevoli che tutto vive nella me moria vivificante di Dio, siamo chiamati ad alimentare la consapevolezza che il «tempo ricostruito e unificato dalla me moria del Cristo» educa la Chiesa a leggere i segni dei tempi …
Nella storia della salvezza la memoria apre alla vita, suscita la gioia ed il ricordo diventa responsabilità. Infatti, una delle fragilità più evidenti del nostro tempo è il rischio di smarrire il senso della memoria. La società contemporanea, ha osservato, possiede una straordinaria capacità di trasmettere informazioni, ma una sempre più debole capacità di interiorizzarle. La memoria appare spesso disponibile, ma non sempre è fatta propria e tradotta in responsabilità …
Il centenario dell’ordinariato militare per l’Italia rilegge la memoria incarnata di una storia concreta, fatta di uomini e donne in divisa accompagnati dalla Chiesa nei giorni luminosi della pace e in quel li drammatici della guerra, nel sacrificio, nel coraggio e nella dedizione. Da qui anche la forza del motto Inter Arma Caritas, che il Pontefice ha lasciato emergere co me sintesi della missione propria dell’ordinariato: recare la prossimità di Cristo nei luoghi del servizio, della prova e della responsabilità, perché anche là dove più severa si manifesta la condizione umana possa risplendere il primato della carità …
Nel solco del magistero del Concilio vaticano II e delle esortazioni Evangelii nuntiandi di Paolo VI ed Evangelii gaudium di Papa Francesco, Leone XIV ha invitato la Chiesa a proclamare il Vangelo della pace, pronta a collaborare con tutti per custodire questo be ne universale. In tale prospettiva, l’ordinariato militare per l’Italia è stato delineato come laboratorio efficace dell’agire di Dio in favore dell’uomo, spazio di formazione per il passaggio dall’amor sui al l’amor Dei, fondamento di quella Civitas Dei nella quale la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma pienezza di giusti zia, di verità e di amore.”. (cfr. Mons. G.F. Saba)
Ora fare memoria in questo anno e in questo contesto sinodale non “significa volgere lo sguardo al passato, ma riconoscere l’azione di Dio nella storia per discernere il presente e aprirsi al futuro. In questa luce, le Note “invitano ogni Chiesa locale a rileggere con gratitudine e sincerità il cammino compiuto nella fase attuativa del Sinodo, per riconoscere i frutti maturati e i passi ulteriori ai quali è chiamata”. (cfr. VaticanNews)
Queste parole che riassumono sia il cammino sinodale che il lavoro della nostra Chiesa Ordinariato Militare riecheggiano nel discorso del Papa che ha tenuto in occasione dell’Udienza riservata per i membri della Chiesa Castrense in occasione delle celebrazioni del centenario e riassumono il cammino che questa chiesa particolare sta vivendo in comunione con la Chiesa Universale, sentendosi parte integrante in una porzione della “Vigna del Signore”.
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