Miniatura tratta da un Libro d’Ore del XIV secolo, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Il testo raffigurato è un passo del Vangelo di Matteo: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. La scena fa parte di un’opera più ampia attribuita alla scuola riminese o a Nicolò Di Giacomo.
Liturgia della Parola
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “La liturgia della Parola di questo inizio del mese di settembre ci propone alcuni versetti molto importanti riguardo la vita comunitaria e le sue regole. Un testo molto significativo anche per i nostri giorni e per le nostre comunità, che non va piegato o annacquato a seconda di ciò che denuncia o richiede. L’invito è quello di evitare pericolose e frettolose applicazioni “moderne” a diverse categorie di cristiani e per evitare ciò facciamo prevalere la prudenza e ci limitiamo a commentare la parte finale di questo brano, quello più dedicato alla preghiera: elemento comunque fondamentale perché ci sia una comunità ecclesiale. Se la preghiera è armoniosa, non solo nelle parole ma soprattutto nel desiderio dei cuori, acquista una forza grande e viene esaudita, perché cerca con sincerità la realizzazione del progetto di salvezza di Dio. Infatti «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (v 20). È bello notare come il Vangelo di Matteo inizia con l’annuncio della nascita dell’Emmanuele, il Dio con noi (Mt 1, 18) e termina con la promessa della presenza costante di Gesù: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Al centro del Vangelo c’è questa promessa ascoltata oggi: il Signore è presente là dove c’è un’autentica armonia nella preghiera. Si tratta, allora, di cercare con tutto il cuore questa presenza e di renderla possibile con la disponibilità alla concordia, all’avere cioè un cuore solo e un’anima sola. Nella seconda lettura Paolo sembra dire che l’unica regola valida nella comunità cristiana è quella dell’amore. Nell’amore del prossimo sta tutto il senso della legge di Dio. Dobbiamo cercare di vedere e amare gli altri con gli occhi di Dio, solo così viviamo la pienezza della Legge”.








